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Progettare determinate iniziative a vantaggio dell’economia, e non solo, in partnership pubblico-privata favorendo lo sviluppo, il decoro e la promozione di determinate aree della città. Ciò favorisce anche l’accesso a determinati fondi regionali che ad un singolo cittadino, associazione o imprenditore sono preclusi. Tutto questo concetto si racchiude in una parola, con la sintesi tanto cara agli anglosassoni: hub.

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Cesenatico ha poggiato le basi per gli hub cittadini. Al momento è stato individuato chi farà lo studio di fattibilità: la bolognese Iscom Group per il quale si spera di avere dei risultati entro la fine dell’anno. Il finanziamento è di 40mila euro.

Due le zone che potrebbero costituire i primi hub cittadini. La prima è quella del centro storico studiata nelle sue peculiarità tra l’asta di Ponente e di Levante. E la seconda è quella di Viale Carducci con particolare attenzione alle vetrine sfitte e al rilancio del commercio della zona che, secondo le associazioni di categoria, sta passando momenti difficili.

Gli hub non sono strumenti mirati ad accedere a fondi regionali, quanto uno strumento per giungere a risultati contcreti grazie alla collaborazione pubblico privato.

Un esempio per facilitare la comprensione di un progetto nuovo può essere quello per “illuminare le vetrine”. Un gruppo di proprietari di negozi ha deciso di aprire le porte a artisti per un determinato tempo. L’amministrazione pubblica sul piatto potrebbe mettere la copertura delle spese delle utenze. Questo è solo un’idea che esiste già in altre città quindi Cesenatico potrebbe mettere in mostra una vena artistico-creativa che le confà.

L’intento dell’amministrazione è quello di creare basi solide per un progetto duraturo che possa abbracciare più legislature.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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