Mentre martedì mattina Forlì faceva i conti con la paura provocata da due forti scosse di terremoto, su smartphone e social network hanno iniziato a circolare immagini allarmanti che mostravano presunti crolli in alcune scuole della città. Fotografie che, a un primo sguardo, sembravano documentare gravi danni agli edifici scolastici, ma che in realtà erano state costruite ad hoc con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
Le immagini fake del terremoto hanno raggiunto in breve tempo centinaia di studenti e genitori, generando confusione e un diffuso stato di ansia. La Regione Emilia-Romagna si è immediatamente attivata, coinvolgendo le autorità competenti, mentre l’amministrazione comunale ha comunicato l’avvio di accertamenti da parte della Polizia Locale.
“Purtroppo si sono verificati episodi molto gravi di fake news che hanno causato preoccupazione e un ingiustificato allarme nella cittadinanza”, spiegano dal Comune. In particolare, sui social, nelle chat private e sul web di molti forlivesi sono circolate immagini contraffatte di scuole ed edifici pubblici che, attraverso evidenti fotoritocchi, apparivano crollati o fortemente danneggiati dal sisma. Una rappresentazione che non corrispondeva alla realtà e che ha compromesso la corretta informazione sull’emergenza e sulle indicazioni ufficiali fornite alla popolazione.
Secondo quanto ribadito dall’amministrazione, le fotografie falsamente elaborate o generate con programmi di intelligenza artificiale hanno alimentato panico e allarme, provocando numerose richieste di chiarimento rivolte anche alle istituzioni locali. Per questo motivo, il Comune ha segnalato l’accaduto alla Polizia Locale, che sta svolgendo le indagini di rito per informare l’autorità giudiziaria su quanto eventualmente ravvisabile nei fatti.
In alcune immagini comparivano studenti nel giardino del Centro Studi, probabilmente ripresi durante una reale evacuazione, con sullo sfondo una scuola apparentemente danneggiata. Un’analisi più attenta permetteva però di notare come le architetture, pur richiamando lo stile dell’edificio, non corrispondessero a strutture realmente esistenti. Situazione analoga per l’Itis Marconi di Forlì, per il quale sono state diffuse immagini di pareti crollate e facciate distrutte: danni gravi, ma del tutto inesistenti, creati artificialmente e attribuiti al terremoto.

