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“Gelato al cioccolato dolce un pò salato…” – ritornello del 1979 che oggi suona più attuale che mai!.

Abbiamo interpellato Roberto Leoni, gelaterie del territorio, che di gusti nuovi, sperimentali, in continua ricerca ne sa davvero molto più di qualcosa.

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gelato fermentato Roberto Leoni

Reduce dal Sigep a Rimini, abbiamo chiesto quali novità ha portato in fiera.

“Ho proposto tre salse chakni con contaminazioni che arrivano dalla cucina indiana quindi frutta, spezie, erbe aromatiche. Si tratta di salse abbinabili ai gelati e i gusti sono: mango, pepe rosa e zenzero; fragola, timo e limone; e con grande entusiasmo è stato accolto l’abbinamento pesca, ananas e peperoncino”.

Sperimentazioni di lunga data, se consideriamo che Roberto produce gelato da 25 anni e anche sul futuro prossimo non ha esitazioni.

“Il futuro è ben tracciato da tempo: il gelato artigianale sta andando nella direzione del vegetale quindi gelati con bevande di soia, mandorla, avena, in generale con  pochi zuccheri. C’è sempre, infatti, più ricerca verso il benessere e questo modo di fare si sposa anche con l’etica di d’oggi, quindi ingredienti vegetali e rispetto per gli animali oltre ad un tema salutistico.

Abbiamo chiesto, quindi, dove trova continuamente l’ispirazione…

“Sono da sempre alla ricerca di tutte le ispirazioni che arrivano dal mondo della cucina ed oggi, in particolare, da quella fusion/etnica…Nei nostri gelati inoltre, avendo alle spalle un’ azienda agricola, i prodotti arrivano tutti da lì. Sono anni che ho introdotto il gelato botanico, a base vegetale con infusioni di erbe aromatiche all’interno. Generalmente parto dall’olfatto, poi me lo immagino al gusto, fino al bilanciamento.”

Per concludere, abbiamo chiesto una curiosità del dietro le quinte…

“I miei ragazzi quando mi vedono arrivare con nuovi vasetti si spaventano e mi chiedono cosa abbia portato questa volta: perchè poi i gusti sono da assaggiare! Dopo il primo timore, ci divertiamo a sperimentare ed allenare la “memoria gustativa” così da conoscere come sperimentare la volta dopo…”

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