Cesenatico cinquanta anni fa, noi cinquanta anni fa…
Erano gli inizi dell’estate del 1977 quando a Cesenatico, come in tutte le città della costa, si diede avvio ad un esperimento da parte dell’allora “Associazionismo Democratico”, vale a dire che le tre grandi associazioni del “tempo libero”, come si diceva in quei tempi, ARCI, ENARS/ACLI, ENDAS che rappresentavano il mondo cattolico, comunista e repubblicano per dirla sempre con il linguaggio di allora, avrebbero operato insieme dando vita al Crad, Coordinamento Regionale Associazionismo Democratico.
Un modo per promuovere e realizzare in Emilia Romagna e, nello specifico, nelle città della costa (da Ferrara a Cattolica) iniziative culturali, sportive, ricreative, turistiche in favore dei “villeggianti” che si trovavano lì per trascorrere le loro vacanze, che non erano certo il mordi e fuggi di oggi.
Tutto ciò avveniva con il supporto economico dei Comuni e delle Aziende di Soggiorno. Noi eravamo in quattro: Renato Salvo, coordinatore e Franco Bazzocchi per l’Arci, Stefano Buselli per l’Enars/Acli ed io per l’Endas.
La sede del Crad era nell’immobile di Viale Roma 28, oggi abbattuto, sopra la Coop, dove c’era la sede del P.C.I., dell’Arci e altri uffici fra cui l’Unipol e l’ex locale da ballo Medusa. Vi abitava inoltre il pittore Mion, un veneto che sinceramente non ho mai capito come fosse capitato lì. Fra l’altro è proprio in quella sede che ho conosciuto l’amico caro Giovanni Bissoni, cui tutti abbiamo voluto bene, così come Luciano Natali e Nivardo Panzavolta, tre giovani emergenti del P.C.I. che sono poi diventati sindaco della città.
Tornando al Crad era quello il modo di provare ad anticipare ciò che avrebbe dovuto essere il compromesso storico, naufragato con l’omicidio Moro dell’anno successivo nel maggio ‘78. Anche se l’esperienza del Crad resistette fino all’82, fu un tentativo che piano piano si esaurì.
Nel 1977 Cesenatico non era proprio quella di oggi. Circa 20.000 abitanti, più raccolta, avvolta, da novembre in poi, dalla nebbia che profumava di iodio, col suo bellissimo fischione che avvertiva i pescherecci, con la gente in bicicletta e i ritrovi invernali, dal bar Ambrosiana al bar Zara dove, si dice, che gli avventori si giocassero gli alberghi o un bel po’ di soldi.
E la vita era nel centro storico, sul porto canale, di fronte alla pescheria dove i vecchi si trovavano per raccontarsi cose magari già dette tante volte.
Era lì il cuore pulsante della città, percorribile in auto e con diverse attività commerciali, dal forno Venturi che sfornava un pane delizioso e dolci favolosi, agli eleganti negozi di abbigliamento quali Bandieri e Brini, alle oreficerie Monti e Giorgetti, alla farmacia Faedi, oltre ad alcuni negozi di alimentari e alla ferramenta dell’ebreo dovevi trovavi tutto e il contrario di tutto.
Insomma da quando terminava la stagione turistica alla ripresa, dolce dolce in aprile o meglio maggio con l’Hotel Bristol dove soggiornavano le bellissime olandesi, erano mesi di chiacchiere, preparativi, affari, progetti. E poi da giugno, si assisteva, dopo la fine della scuola, alla ripresa vera e propria. Ristoranti, bar, alberghi, stabilimenti balneari, locali da ballo, dalla mitica “La Nuit” al “Lanternino” al Wisky a go go al Kamikaze, dal Florida a Ponente, al Paradiso a Valverde e al Maiorca che faceva pubblicità sonora tutte le mattine dal mare, alla Caravella sulla terrazza dell’Azienda di Soggiorno, che viveva i suoi ultimi anni.
Allora Cesenatico iniziava e finiva al Ponte Del Gatto. Al posto del grande parcheggio attuale, prima del passaggio a livello c’era una casa colonica, Cannucceto era una piccola borgata con la strada asfaltata solo in parte come pure Viale dei Mille o Via Negrelli dove cerano gli autobus di Guido Casali. In Comune non c’era ancora l’Assessorato alla cultura e chi promuoveva il turismo era l’Azienda di Soggiorno con la sua Direttrice Marta Zani. E noi del Crad a fare spettacoli per i turisti: musica, burattini, teatro e teatro di strada, cinema “non solo mare e spiaggia era il nostro slogan”.
Si cercava di animare la città e di dare un servizio ai turisti. La chiusura della stagione, avveniva sempre nel mese di settembre con gli anziani, prime esperienze di turismo sociale, inviati dai Comuni attraverso la Cooptur, con sede a Rimini e uffici da Cervia a Cattolica, fra cui Cesenatico. E il Crad seguiva anche le attività ricreative per gli anziani, che avevano un pacchetto d’iniziative previste per loro. Inoltre a Cesenatico si potevano incontrare personaggi come, per citarne alcuni, Dario Fo e Franca Rame, Cochi e Renato, Tinin e Velia Mantegazza che potevi trovare di giorno dall’amico caro Oscar Ciaccafava al bagno Maria o Tono Zancanaro presso la cartolibreria dei cari fratelli Rossano e Tullio Zavatta.
Era un brulicare di persone, di cose da fare, di mare, sole e divertimento. Soprattutto c’era un clima di sana allegria e festa, di fiducia nel futuro per noi che eravamo giovani. Aldilà della nostalgia, non mi sembra purtroppo oggi sia così.
Maurizio Ravegnani: Biografia
Nato a Cesena il 06/11/1951– laureato in Pedagogia all’Università di Bologna nel 1975 – con diverse esperienze d’insegnamento. Nel 1977 inizia l’attività nel mondo dell’associazionismo attraverso il Crad a Cesenatico. Poi Dirigente regionale e nazionale Endas, oltre Presidente Endas Cesena. Dal 1988 funzionario responsabile del servizio cultura- sport del Comune di Cesenatico, dando inizio a manifestazioni, mostre, spettacoli, rassegne musicali che caratterizzano ancora le estati di Cesenatico. Dal 1996 funzionario del Comune di Cesena, sempre presso l’Assessorato alla Cultura fino al 2012, anno del pensionamento.

