Marineria di Cesenatico in apprensione per il caro carburante
“C’è preoccupazione” nella Marineria di Cesenatico per le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Le navi che passano con il contagocce dallo stretto di Hormuz tengono in scacco l’economia globale visto che in quell’area ci sono imponenti giacimenti di petrolio. E il petrolio fa girare l’economia. Chi dipende per il proprio lavoro dal gasolio, come chi va a pesca, non può sentirsi sereno. Anche perché il carburante necessario per spingere i motori dei pescherecci anche fino a 20 miglia da terra non sono le cifre di un pieno di benzina. E fare un bilancio giornaliero dei costi/benefici è una costante.
Una tempesta perfetta
Il problema è che questa ulteriore tensione geopolitica si inserisce in un quadro già problematico a causa della guerra in Ukraina che ha bloccato i rifornimenti di gas russo e costretto l’Italia a cercare e trovare un’alternativa molto costosa.
Aumenti sconsiderati del gasolio
Secondo quanto riferito dagli esperti, negli ultimi dieci giorni il prezzo del gasolio è aumentato del 50%. E per i rivenditori anche del 60%. La situazione è quella di una potenziale escalation o perdurare del conflitto che non può far altro che peggiorare le condizioni di più settori dell’economia. La Cina infatti sembra uscire dalla sua attenta neutralità. Da scongiurare c’è l’ipotesi razionamento del carburante; il passo successivo sarebbe l’esaurimento delle scorte di gasolio che impedirebbero l’uscita in mare dei pescherecci.
Le proposte sul tavolo
Le recentissime proposte già sul tavolo del ministero hanno la paternità proprio a Cesenatico. Ancora una volta la città del porto canale, e la Coop Casa del Pescatore, ha fatto da apripista nella rotta verso una possibile risoluzione del problema. La proposta è quella di ripetere quanto già fatto in occasione del conflitto in Ukraina. Credito d’imposta al 20% della spesa sostenuta per il carburante per i pescherecci e contributi diretti dalla Regione e Ministero attraverso i fondi europei del Feamp.
Fa riflettere come, una soluzione trovata in periodo di crisi, sembra diventare un protocollo data la frequenza con cui trova applicazione.

