È scomparso Benito Budini, figura storica del ciclismo giovanile e fondatore della Fausto Coppi, la prima squadra in cui mosse i suoi passi un giovanissimo Marco Pantani. La sua eredità sportiva e umana resta profondamente radicata nella comunità di Cesenatico e in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di crescere sotto la sua guida.
A ricordarlo con parole toccanti è il figlio Stefano Budini, che sui social ha condiviso un messaggio carico di emozione: “Il primo allenatore. Ho scelto questa foto, un po’ vintage e un po’ eroica, di un gruppo di giovanissimi ciclisti scattata nel lontano 1980 per ricordare mio padre e quello che ha rappresentato, o meglio… fatto per la comunità del paese. Benito Budini, scomparso recentemente, non è stato solo uno dei promotori e poi fondatori del settore giovanile ciclismo della Fausto Coppi. Per quei bambini è e rimarrà ancora oggi, semplicemente il nostro primo allenatore di ciclismo, che ci ha insegnato la magia di stare in equilibrio pedalando su una bicicletta, regalandoci libertà e spensieratezza nel correre sulle due ruote, su strada”.
Budini non è stato soltanto un organizzatore o un dirigente, ma un vero educatore sportivo. Grazie alla sua passione e alla sua visione, tanti giovani hanno scoperto il ciclismo, imparando valori fondamentali come impegno, disciplina e libertà.
Tra quei bambini di Cesenatico (fece correre anche una bambina in squadra), che lui stesso ha accompagnato nelle prime pedalate, sono cresciuti atleti e professionisti di alto livello: oltre al leggendario Pantani, anche figure come Andrea Agostini, oggi direttore operativo della UAE Team Emirates, e corridori di talento come Filippo Baldassarri.
“Se tra quei bambini è nato un Campionissimo come Marco Pantani – prosegue il ricordo – il merito è stato anche il tuo. A nome di tutti quei bambini, oggi adulti, ti ringraziamo per il tuo insegnamento e per la tua straordinaria visione di un mondo migliore. Noi continueremo a pedalare.”
Un messaggio semplice ma potente, che racchiude il senso più autentico dello sport: quello che nasce dal basso, dalle persone, dalle comunità.
