Il Liscio punta all’Unesco: parte il percorso per il riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità
Il ballo simbolo dell’Emilia-Romagna muove i primi passi ufficiali verso la prestigiosa lista dei beni immateriali. A Bologna il primo incontro istituzionale tra Regione ed enti locali per definire la strategia e coinvolgere le comunità di musicisti, scuole di ballo e appassionati.
Un’identità collettiva tra tradizione e futuro
Il Liscio non è solo musica, è il battito cardiaco di una terra. Nato tra l’Ottocento e il Novecento dall’unione tra il folklore locale e i ritmi europei come valzer, polka e mazurka, questo genere ha saputo trasformarsi in un potente strumento di coesione sociale. Oggi, quel patrimonio di pratiche musicali, coreutiche e sociali ambisce a diventare Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco.
Il percorso è entrato ufficialmente nel vivo con un vertice a Bologna, dove l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ha incontrato sindaci e amministratori locali. L’obiettivo è chiaro: costruire un dossier solido che dimostri il valore universale di questa tradizione, basandosi sulla partecipazione attiva di chi il Liscio lo vive ogni giorno.
Le parole dell’assessora Allegni: “Un’opportunità per l’intero territorio”
Durante l’incontro, l’assessora ha ribadito come la candidatura non sia un atto puramente burocratico, ma un processo corale:
“Il riconoscimento Unesco si fonda sul ruolo centrale delle comunità patrimoniali. È un percorso basato sull’ascolto e sulla responsabilità condivisa. Il Liscio è inclusione, capacità di integrare influenze diverse e un ponte tra generazioni.”
Secondo Allegni, il traguardo internazionale porterebbe benefici concreti a tutto il comparto musicale regionale, sostenendo le orchestre, le balere e le scuole di danza che mantengono viva la memoria storica dell’Emilia-Romagna.
La strategia: mappatura, partecipazione e memoria
Il piano d’azione per i prossimi mesi prevede una serie di tappe fondamentali per convincere i commissari Unesco:
Mappatura delle realtà: Censimento di orchestre, scuole di ballo e organizzatori di eventi.
Coinvolgimento degli stakeholder: Musicisti, studiosi e cittadini saranno chiamati a fornire testimonianze e memorie.
Valorizzazione dei luoghi: Un focus particolare sarà dedicato alle “aree della socialità”, dalle storiche aie alle balere moderne.
Tutela delle varianti locali: Rispetto delle diverse declinazioni del Liscio presenti sul territorio regionale.
La Roadmap verso la candidatura: dal 2023 al dossier finale
Il viaggio verso l’Unesco è iniziato nel 2023, grazie a una risoluzione bipartisan dell’Assemblea legislativa regionale. Da allora, il progetto si è evoluto attraverso iniziative come “Vai Liscio”, una piattaforma digitale (vailiscio.it) nata per raccogliere documenti, foto e racconti dei protagonisti di questa tradizione.
Le linee guida Unesco richiedono ora una fase rigorosa di progettazione. Dopo la raccolta dei contributi e la definizione delle misure di salvaguardia (necessarie per garantire che il Liscio non scompaia ma si rinnovi), si passerà alla redazione del dossier finale da presentare ufficialmente a Parigi. Il Liscio si prepara così a trasformarsi da colonna sonora di una regione a tesoro del mondo intero.

