Shock materie prime, fine PNRR
Non c’è solo l’aumento dei carburanti a preoccupare le imprese. L’esempio emblematico è il bitume, il cui prezzo è schizzato del 50% in pochi giorni. Lo shock agli approvvigionamenti, causato dalle tensioni geopolitiche e dalla guerra in Iran, sta mettendo a dura prova il settore della Produzione Servizi di Legacoop Romagna, riunito venerdì scorso in assemblea per analizzare uno scenario economico complesso.
Le 142 cooperative aderenti rappresentano un pilastro dell’economia locale: operano in filiere che vanno dalle costruzioni alla logistica, dall’energia al multiservizi, contando quasi 22.000 soci, oltre 10.500 lavoratori e un valore della produzione superiore ai 2,94 miliardi di euro.
Autotrasporto a rischio: chiesta l’attivazione del credito d’imposta
A soffrire maggiormente in questo momento è il comparto dell’autotrasporto. Di fronte al rischio concreto di un blocco delle attività, il settore chiede alle istituzioni di intervenire con urgenza:
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Procedere celermente con il decreto attuativo sul credito di imposta.
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Garantire sostegno alla liquidità delle imprese.
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Promuovere interventi strutturali a livello europeo.
Nonostante l’incertezza, l’andamento generale del 2026 mostra ancora segnali positivi per servizi e costruzioni in Romagna, mentre si registra un lieve rallentamento nella manifattura.
L’aberrazione dei prezzi: materie prime a +20% e contratti fermi
Il vero nodo critico è rappresentato dal divario tra costi e ricavi. Da gennaio a marzo 2026, le materie prime sono aumentate mediamente tra il 15% e il 20%. Parallelamente, il costo del lavoro è cresciuto del 7% nell’ultimo triennio.
Tuttavia, questi aumenti non vengono riconosciuti dalle stazioni appaltanti, specialmente nei contratti di servizio e fornitura di lunga durata. La mancata revisione dei prezzi è considerata dalle cooperative un’aberrazione che penalizza direttamente imprese e lavoratori, un punto su cui Legacoop chiede un intervento risolutivo immediato.
Il dopo PNRR: a giugno finisce la fase espansiva
Un altro tema urgente riguarda la transizione post-PNRR. Con la scadenza fissata a giugno 2026 e oltre il 60% dei progetti già conclusi al 31 marzo, il settore teme un vuoto normativo e finanziario. Le cooperative chiedono a Governo e UE nuovi strumenti dedicati per non interrompere il percorso di infrastrutturazione e digitalizzazione del Paese.
Carenza di manodopera e dumping contrattuale
La carenza di figure professionali colpisce ormai una cooperativa su due. Nel settore edile, la difficoltà di reperimento sfiora il 50%. Per risolvere l’impasse, Legacoop propone:
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Una politica migratoria lungimirante e non ideologica.
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Investimenti strutturali su abitare e servizi.
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Sperimentazioni su nuove forme di flessibilità del lavoro.
Emergono inoltre preoccupazioni nell’impiantistica per l’ingresso di fondi d’investimento che attuano dinamiche di dumping e concorrenza sottocosto, minacciando la tenuta delle imprese sane e dei consorzi artigiani.
Transizione energetica e il ruolo delle CER
Nonostante le difficoltà normative europee, il movimento cooperativo punta sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L’obiettivo è affermare modelli basati su tecnologie distribuite e servizi innovativi che mettano al centro lo sviluppo del territorio.
Gli interventi all’assemblea
I lavori sono stati aperti dal presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, con i contributi dei responsabili di settore Stefano Patrizi, Simona Benedetti, Emiliano Galanti e Armando Strinati. Al dibattito hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Formula Servizi, Coerbus, Idrotermica Coop, Conscoop, Arco Lavori e Icel.
Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Laguardia, Vice Presidente Vicario di Legacoop Produzione Servizi nazionale:
“Il dibattito sullo shock energetico mostra la fragilità di un Paese senza politiche industriali di lungo periodo. Le cooperative hanno rinnovato i contratti con responsabilità, ora serve un impegno concreto del Governo per scongiurare il fermo dell’autotrasporto previsto per fine maggio”.

