Skip to main content

Approvato dall’Assemblea legislativa il nuovo Piano biennale. Fondi per consumo consapevole, contrasto alle truffe e supporto ai cittadini più fragili

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il Piano biennale 2026-2027 per la tutela dei consumatori. Il programma prevede interventi per 600mila euro complessivi, divisi in 300mila euro all’anno, con l’obiettivo di rafforzare la difesa dei cittadini, sostenere le associazioni dei consumatori e promuovere un uso più consapevole del denaro.

Il Piano punta su educazione al consumo, contrasto alle pubblicità ingannevoli, prevenzione del sovraindebitamento e riduzione del digital divide. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai cittadini più vulnerabili, agli anziani, alle persone con disabilità e a chi vive nelle aree interne e montane.

Al momento del voto hanno espresso parere favorevole Pd, Avs e M5s. Rete Civica si è astenuta, mentre Fratelli d’Italia ha votato contro.

Il ruolo delle associazioni dei consumatori

Il provvedimento era già passato in commissione Politiche economiche, presieduta da Luca Giovanni Quintavalla. Il presidente ha sottolineato il valore della rete dell’associazionismo, che in Emilia-Romagna conta oltre 82 realtà iscritte.

Secondo i dati illustrati in Aula, nell’ultimo anno le associazioni hanno gestito circa 17mila pratiche tra contenziosi, assistenza e consigli ai cittadini. La rete si è inoltre allargata con 9 nuovi punti di ascolto, collegati a 44 comuni delle aree interne e montane.

Per queste zone sono previsti 100mila euro nel 2026 e altri 100mila euro nel 2027. L’obiettivo, ha spiegato Quintavalla, è garantire tutela anche fuori dai grandi centri urbani.

«Il Piano di attività va nella direzione giusta e rappresenta uno strumento utile e coerente con gli obiettivi della nostra Regione», ha detto Quintavalla.

Le critiche del centrodestra: “Servono indicatori e controlli”

Durante il dibattito non sono mancate le critiche. Giancarlo Tagliaferri, di Fratelli d’Italia, ha contestato l’assenza di strumenti chiari per misurare l’efficacia delle politiche regionali.

Secondo Tagliaferri, sarebbe necessario capire quanto gli interventi incidano davvero sulla riduzione delle controversie e sulla vulnerabilità economica e digitale dei cittadini più fragili. Il rischio, ha detto, è finanziare molti obiettivi senza incidere in modo concreto.

Sulla stessa linea anche Annalisa Arletti, sempre di Fratelli d’Italia. Arletti ha riconosciuto il ruolo positivo delle associazioni dei consumatori, ma ha chiesto maggiore trasparenza sull’uso delle risorse pubbliche.

«Bisogna verificare se le associazioni raggiungono gli obiettivi previsti dal Piano», ha spiegato, chiedendo di premiare maggiormente chi ottiene risultati concreti.

Truffe online, bollette e case vacanze tra i rischi maggiori

Vincenzo Paldino, dei Civici, ha invece espresso soddisfazione per il programma. Ha ricordato come l’Emilia-Romagna sia stata la prima Regione italiana a riconoscere il ruolo dell’associazionismo nella tutela dei consumatori.

Paldino ha richiamato l’attenzione sulle truffe più frequenti, che riguardano telefonia, case vacanze, bollette e anche cure. In questo quadro, secondo il consigliere, le associazioni svolgono un ruolo importante di assistenza e protezione.

Centrale anche il tema del digital divide. Le truffe online colpiscono spesso chi ha meno strumenti per orientarsi tra servizi digitali, pagamenti elettronici e piattaforme web.

La proposta della Lega: una sezione online contro le truffe

Tommaso Fiazza, della Lega, ha chiesto di aggiornare il Piano alle nuove sfide del mercato digitale. Tra le proposte, anche la creazione sul sito della Regione di una sezione dedicata alle truffe, per aiutare i cittadini a riconoscere i metodi più usati dai truffatori.

Fiazza ha posto anche il tema dell’intelligenza artificiale, che può creare nuovi rischi per i consumatori. Per questo, secondo la Lega, servono strumenti di informazione e prevenzione, soprattutto per le categorie più esposte: anziani, persone con disabilità e cittadini sovraindebitati.

Sabattini: “Tema politico, non solo tecnico”

Per Luca Sabattini, del Partito democratico, il Piano non è solo un atto tecnico, ma affronta un tema politico: il rapporto tra cittadini, mercato e istituzioni.

Sabattini ha ricordato che l’uso sempre più diffuso del digitale ha cambiato il comportamento dei consumatori. Per questo, ha spiegato, la tutela dei cittadini deve restare un elemento centrale delle politiche pubbliche regionali.

Secondo il consigliere Pd, investire sul consumo consapevole significa dare alle persone strumenti concreti per riconoscere rischi, difendere i propri diritti e orientarsi meglio nel mercato.

Leave a Reply