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L’Ordinanza balneare 2026 della Regione Emilia-Romagna ha introdotto una novità importante per la stagione estiva: il potenziamento del servizio di salvamento nella fascia oraria centrale, quella compresa tra le 12:30 e le 14:30. Una misura pensata per garantire una copertura continuativa dalle 9:30 alle 18:30, ma che sta sollevando durissime polemiche da parte dei sindacati. La FILCAMS CGIL dell’Emilia-Romagna, tramite il proprio Coordinamento Costa, ha espresso forti perplessità sulle soluzioni organizzative “sperimentali” adottate dalle cooperative, definendole prive di reale efficacia e potenzialmente pericolose.

Il nodo delle torrette alternate e i rischi per la sicurezza

Al centro della contestazione c’è il sistema delle cosiddette “torrette alternate”, introdotto già dal 2024 per ottemperare a un’ordinanza della Direzione Marittima. Secondo il sindacato, questa modalità si traduce nei fatti in un presidio dimezzato del fronte mare proprio nelle ore più calde della giornata.

Tra le 12:30 e le 14:30, infatti, ogni marinaio di salvataggio si trova a dover vigilare su uno specchio d’acqua di ben 300 metri, anziché sui 150 metri ordinariamente previsti. Una situazione che, denuncia la FILCAMS CGIL, incide pesantemente sulla sicurezza dei bagnanti e mette a rischio gli stessi soccorritori, sovraccaricati di responsabilità senza un reale intervento strutturale sugli organici o sulla turnazione.

Misure “scenografiche” e mancanza di confronto

Il sindacato punta il dito anche contro la disomogeneità e la scarsa concretezza delle soluzioni adottate nei vari territori della costa romagnola:

  • Nel ravennate: si è scelto di intervenire riducendo la pausa pranzo dei marinai.

  • Nel riminese: si è fatto ricorso a cartellonistica informativa, alla figura dei “beach tutor” e ad altri operatori non meglio specificati.

Si tratta, secondo la sigla sindacale, di iniziative dal carattere prevalentemente “scenografico” o propagandistico, avviate dalle cooperative tramite una semplice comunicazione ai Comuni costieri, senza alcun confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori. La FILCAMS si dice favorevole all’estensione dell’orario, ma solo se supportata da un vero rafforzamento del personale, senza basare un sistema strutturale sul ricorso sistematico al lavoro straordinario.

L’appello ai Comuni: servono controlli rigorosi

La FILCAMS CGIL richiama infine le istituzioni locali alle proprie responsabilità. L’Ordinanza regionale prevede infatti sanzioni severe per i concessionari che non garantiscono effettivamente il servizio di potenziamento, arrivando a disporre la sospensione dell’attività dello stabilimento balneare (o del piano collettivo) fino al ripristino della sicurezza.

L’interrogativo lanciato dal sindacato è chiaro: da qui alla quarta domenica di agosto verranno effettuati controlli puntuali e rigorosi sul litorale, oppure ci si accontenterà della semplice dichiarazione di aver avviato una sperimentazione? La richiesta è quella di aprire immediatamente un tavolo di confronto istituzionale serio per ridisegnare un modello che tuteli davvero sia i turisti sia i lavoratori del salvamento.

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