Il vento della devastazione: l’Emilia-Romagna fa i conti con un maltempo da milioni di euro
Le immagini che arrivano dalle campagne dell’Emilia-Romagna dopo l’ondata di maltempo del 16 luglio raccontano una ferita profonda per il cuore agricolo della regione. Un violento fortunale, caratterizzato da piogge torrenziali e soprattutto da raffiche di vento che hanno toccato punte straordinarie di 120 chilometri orari, ha attraversato il territorio da ovest a est. Il bilancio provvisorio tracciato da Coldiretti Emilia-Romagna parla già di danni per milioni di euro. Non si è trattato della temuta grandine, ma della pura forza del vento, che ha letteralmente piegato e spezzato il lavoro di mesi di interi comparti, dalla frutticoltura alla viticoltura, fino alle colture estensive e alle infrastrutture aziendali.
Da Bologna alla Romagna, la furia del vento non risparmia i raccolti
La ricognizione sul territorio fotografa una situazione drammatica in quasi tutte le province della pianura e della costa:
-
Bolognese e Ferrarese: Nella pianura bolognese, da Crevalcore a Imola, il vento ha abbattuto interi filari di frutteti, strappando letteralmente dal fusto pere, mele, susine e pesche ormai pronte per essere raccolte. I campi di mais e girasole sono stati completamente allettati. Nel Ferrarese, oltre alla perdita dei frutti pendenti, si registrano tetti scoperchiati e pesanti danni alle strade per la caduta di rami e alberi.
-
Ravenna e la Bassa Romagna: Colpita duramente la zona del Lughese, con Cotignola, Solarolo, Conselice e Mandriole in prima linea. Qui la furia del vento ha atterrato interi vigneti e sradicato impianti antigrandine. A Conselice diversi capannoni agricoli sono stati scoperchiati.
-
Reggio Emilia e Modena: Lungo l’asse del Po e nel Modenese le raffiche hanno divelto le coperture di stalle e ricoveri per gli animali, mentre nei frutteti la caduta delle pere ha assestato un colpo durissimo all’economia delle aziende locali.
-
Forlì-Cesena: Anche la Romagna meridionale ha subito la caduta massiccia di frutti e allagamenti diffusi lungo le strade d’accesso ai fondi, rendendo temporaneamente impraticabili i terreni.
Il grido d’aiuto dei produttori e l’incognita del futuro
Il vero dramma per le imprese agricole non si esaurisce con la perdita del raccolto di questa stagione. Quando il vento sradica un vigneto o spezza un impianto di peschi o peri, cancella investimenti pesantissimi fatti anni fa. Per rimettere a dimora un frutteto e riportarlo alla piena produttività saranno necessari anni e ingenti capitali che molte aziende, già provate dalle crisi degli scorsi anni, faticheranno a trovare.
Per questo motivo, Coldiretti Emilia-Romagna ha chiesto l’avvio immediato di una ricognizione ufficiale dei danni da parte delle autorità regionali, sollecitando interventi e misure di sostegno straordinarie. Gli uffici territoriali dell’associazione sono già attivi per assistere i soci nella segnalazione dei danni e per avviare le procedure di emergenza, con l’invito a tutte le realtà colpite a mettersi in contatto il prima possibile con le sedi di riferimento.

