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Grandinate e nubifragi devastano l’agricoltura romagnola: danni ingenti per Apofruit, Terremerse, Agrisfera e Terre Cevico

Non si ferma l’emergenza climatica nei campi della Romagna. Dopo settimane di caldo estremo, grandinate e nubifragi hanno colpito con violenza le principali cooperative agricole del territorio, causando danni pesanti a raccolti, strutture di stoccaggio e impianti di lavorazione.

Legacoop Romagna monitora l’emergenza in vista di nuove allerte meteo

Legacoop Romagna sta seguendo da vicino la situazione nelle principali cooperative della zona, tra cui Terremerse, Terre Cevico, Apofruit Italia e le Cooperative Agricole braccianti della provincia di Ravenna, anche in previsione di una nuova allerta meteo diramata per la giornata odierna. Il bilancio provvisorio è drammatico e riguarda sia le produzioni in campo sia le infrastrutture di stoccaggio e lavorazione.

Le temperature eccezionali dei giorni precedenti avevano già provocato guasti ad attrezzature e macchinari strategici negli stabilimenti, generando costi ingenti sia per le riparazioni sia per gli interventi d’emergenza necessari a garantire la refrigerazione dei prodotti. Lo stress termico prolungato ha inoltre causato una riduzione stimata del 10% nel calibro di alcune delle principali varietà di frutta estiva.

Il nodo assicurativo: risarcimenti a rischio per i produttori

Un aspetto critico riguarda il rapporto con le compagnie assicurative: il valore delle coltivazioni distrutte dalla grandine viene infatti rivisto al ribasso proprio a causa dell’impatto del calore eccessivo delle settimane precedenti. Una situazione che, secondo Legacoop Romagna, rischia di lasciare i soci produttori senza adeguati risarcimenti di fronte a quella che viene definita una vera e propria catastrofe climatica.

Apofruit: acqua negli stabilimenti di Lavezzola e Altedo, tetti danneggiati a San Martino in Spino

Il presidente di Apofruit Italia, Mirco Zanotti, segnala danni notevoli causati dal maltempo. Le piogge torrenziali hanno provocato allagamenti negli stabilimenti di Lavezzola e Altedo, mentre la violenza della grandine ha gravemente danneggiato tetti e coperture del magazzino di San Martino in Spino, nel modenese.

Pur in assenza di dati quantitativi definitivi, si stimano pesanti ripercussioni per i produttori soci nei territori compresi tra l’Emilia del Nord e il Triveneto, in particolare nelle province di Bologna, Rovigo e Verona, con forti danni a colture di pregio come kiwi, mele e pere.

Terremerse: pomodoro da industria il più colpito tra Verona e il ravennate

Secondo il presidente di Terremerse, Marco Casalini, i danni più pesanti riguardano le coltivazioni di pomodoro da industria, in tutte le sue tipologie. I soci colpiti si trovano in un’area che va da Verona alla provincia di Ferrara, fino alla parte nord del territorio ravennate, dove le grandinate più forti si sono concentrate nella zona settentrionale. L’impatto è stato aggravato dal fatto che le piogge intense hanno colpito colture in una fase di maturazione fortemente accelerata a causa del caldo eccessivo delle settimane precedenti.

Agrisfera: 110 ettari devastati tra pomodoro, mais e vigneto

Il direttore di Agrisfera, Giovanni Giambi, riporta che la grandine ha devastato 110 ettari della cooperativa, colpendo pomodoro, mais e vigneto. Altri venti ettari di frutteto, in particolare pero e pesco, sono stati danneggiati alla Cab di Fusignano e alla Massari.

Terre Cevico: danni ingenti ai vigneti di Sant’Alberto

Anche Terre Cevico segnala danni ingenti nei vigneti della zona nord di Ravenna, in particolare nella località di Sant’Alberto. Il presidente Franco Donati conferma che è attualmente in corso la ricognizione precisa dei danni da parte dei tecnici.

Legacoop Romagna: «Serve una risposta politica europea, basta con i negazionisti del clima»

Il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, avverte che i disastri di queste ore difficilmente saranno gli ultimi dell’estate, sottolineando la necessità di un adattamento strutturale al cambiamento climatico. La cooperazione romagnola, spiega Lucchi, si sta già muovendo su più fronti: variando gli orari di lavoro nei campi, anticipando i tempi di consegna dei prodotti agricoli — in particolare dell’uva — e dotando sempre più superfici di reti antigrandine.

Secondo Lucchi, però, l’impegno delle cooperative non basta: è necessario che l’Unione Europea riconosca i diversi effetti del cambiamento climatico sulle aree del continente e scelga di sostenere il reddito delle imprese agricole nelle zone più colpite, a partire dal Nord Italia, che più del Sud sta subendo un’alternanza imprevista di siccità e fenomeni temporaleschi. Il presidente chiede una forza politica decisa per superare i blocchi causati, a suo dire, dai negazionisti del clima, e per rendere concrete le misure europee di sostegno emergenziale al reddito agricolo, senza le quali un intero settore economico rischia un forte ridimensionamento.

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