Le temperature elevate di questa estate, e la conseguente siccità, hanno causato in Italia una situazione di pericolo di incendi sempre più attuale.

Questo ha fatto sì che nelle situazioni di maggiore emergenza si richiedesse l’impiego di canadair, gli aerei che sganciano acqua sopra gli incendi. Sono molto riconoscibili per via della loro livrea gialla e rossa. Ultimo episodio nella nostra zona, quello verificatosi domenica 16 agosto per lo spegnimento di un incendio avvenuto a Civitella di Romagna.

Canadair, come sono fatti? Le caratteristiche principali

Si tratta di grossi aerei lunghi più di 20 metri, con un’apertura alare di oltre 28 metri e capaci di muoversi in spazi ristretti e di fare virate improvvise.

L’Italia, con i suoi 18 mezzi, ha la flotta di canadair più grande d’Europa.

Questi aerei tendono a volare ad una velocità più bassa, volano spesso a quote molto basse e sono più difficili da pilotare in caso di turbolenze o emergenze.

Sono progettati sì per volare ma anche per entrare in contatto con l’acqua e ammarare: la parte inferiore, infatti, è simile allo scafo di un’imbarcazione con due galleggianti sulle ali e i motori in posizione molto rialzata per evitare che tocchino l’acqua. In dotazione ci sono: giubbotti di salvataggio, una zattera gonfiabile, un’ancora e un mezzo marinaio (una sorta di uncino usato sulle barche per recuperare attracchi o cime).

Prendono il nome dall’azienda canadese che  li ha prodotti, Canadair, poi acquistata dalla francese Bombardier Aerospace e successivamente dalla canadese Viking Air.

Canadair

Come lavorano

I canadair possono caricare più di 6mila litri d’acqua in 12 secondi; volano radendo la superficie del mare o di laghi, aprendo due bocchette nella parte inferiore dell’aereo.  L’acqua, presa a una velocità tra i 130 e i 150 chilometri orari, entra  a una pressione altissima, sufficiente a riempire molto velocemente i due serbatoi.

Il mezzo dispone, inoltre, di  un serbatoio di schiuma o liquido ritardante che viene caricato a terra e che, in circostanze di incendi molto ostici, viene mischiato all’acqua per generare una miscela che rallenta la propagazione delle fiamme.

Dove sono collocati e come e da chi sono coordinati

Gli aerei sono di proprietà del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e le loro operazioni vengono coordinate dalla Protezione Civile; la manutenzione dei mezzi, invece, è affidata alla società privata spagnola Avincis, da cui dipendono anche i piloti.

Sul territorio italiano i canadair sono distribuiti in tre basi fisse: Roma Ciampino, Genova e Lamezia Terme, ma nel periodo estivo vengono portati anche nelle basi di Napoli, Trapani e Olbia.

Questi mezzi entrano in azione seguendo una procedura ben precisa: segnalato un incendio, le regioni inviano le squadre anticendio di terra. Tra loro, vi è il direttore delle operazioni di spegnimento (DOS), che valuta se le squadre di terra sono sufficienti per spegnere l’incendio oppure no. Se valuta la necessità di un intervento aereo, può mobilitare mezzi anti incendio regionali ovvero inviare canadair.

Per farlo occorre inviare una richiesta alla Sala operativa unificata permanente (SOUP), cioè il centro di coordinamento che gestisce le operazioni antincendio a livello regionale. Il centro è composto da personale misto, tra cui funzionari della regione e membri della Protezione Civile, dei vigili del fuoco e dei corpi forestali. La Sala operativa a sua volta contatta il Centro operativo aereo unificato (COAU), ovvero la sala di comando nazionale della Protezione Civile che a sua volta coordina la flotta aerea di canadair. Il Centro operativo, solo allora,  individua i velivoli disponibili più vicini all’incendio e ne ordina il decollo, previsto entro mezz’ora.

A quel punto l’equipaggio, composto da due piloti, riceve una scheda con alcune informazioni sull’intervento: coordinate, indicazioni sulla presenza di abitazioni, ostacoli, squadre da terra e le frequenze radio per parlare con il direttore delle operazioni di spegnimento. Volano quindi sull’incendio mentre il direttore dà all’equipaggio indicazioni sul fuoco e sul territorio.

I piloti procedono a una ricognizione dell’incendio dall’alto cercando di capire se le caratteristiche del bacino da cui dovrà essere prelevata l’acqua permettono di riempire tutti i serbatoi o solo una parte.

Ricostruiscono così il percorso da seguire per sganciare l’acqua, fanno una prima prova senza carico, poi prelevano l’acqua dalla fonte idrica indicata dai coordinatori a terra. L’acqua viene sganciata in pochissimi secondi, aprendo quattro grossi portelloni sulla parte inferiore dell’aereo; in un solo intervento un canadair può arrivare a fare tra i 20 e i 30 sganci.

Canadair

Gli interventi italiani in Europa

L’Unione Europea non ha ancora una flotta permanente e autonoma, tuttavia interviene quando uno degli stati membri non è autonomo nella gestione di un’emergenza con i propri mezzi; lo fa coordinando attraverso un sistema chiamato RescEU aerei che altri stati mettono a disposizione.

I mezzi italiani, per esempio, sono intervenuti nello spegnimento di grossi incendi in Spagna. Nel 2024 la Commissione Europea ha finanziato la produzione di 12 canadair destinati a formare una flotta sovranazionale. Il primo lotto di aerei è previsto per la fine del 2027.

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