CGIL Forlì Cesena e Filcams CGIL Forlì Cesena tornano ad accendere i riflettori sulle condizioni di lavoro nel turismo sulla Riviera, dopo i nuovi casi di irregolarità emersi a Valverde di Cesenatico.
Il sindacato ricorda come la stagione turistica sia iniziata con i casi di lavoro nero emersi durante i controlli a Gatteo e Cesenatico, proseguendo poi con le truffe legate agli alloggi destinati ai lavoratori stagionali e ai pacchetti turistici, fino ad arrivare alle recenti irregolarità riscontrate a Valverde.
“Episodi diversi, che non intendiamo sovrapporre né generalizzare, ma che impongono di tenere alta l’attenzione sulla legalità e sulle condizioni di lavoro nella nostra Riviera”, affermano CGIL Forlì Cesena e Filcams CGIL Forlì Cesena.
Più controlli sulla Riviera
Il sindacato esprime un ringraziamento alle forze dell’ordine, agli organi ispettivi, alle istituzioni e alle amministrazioni locali per l’attività di controllo svolta. “I controlli producono risultati e per questo chiediamo che siano ulteriormente rafforzati”, sottolineano CGIL e Filcams, rivolgendosi anche alle imprese e alle associazioni datoriali affinché contribuiscano a far emergere le situazioni di illegalità.
“Chi rispetta contratti e regole è il primo a subire la concorrenza sleale di chi comprime illegalmente il costo del lavoro”, affermano.
L’appello ai lavoratori: “Denunciate”
Il sindacato si rivolge soprattutto a lavoratrici e lavoratori del settore turistico, invitandoli a segnalare eventuali situazioni di irregolarità e sfruttamento. “Denunciate le situazioni di irregolarità e sfruttamento e rivolgetevi al sindacato”, è l’appello di CGIL Forlì Cesena e Filcams CGIL Forlì Cesena.
Il sindacato spiega che, ogni stagione, i propri uffici intervengono per recuperare irregolarità, con il recupero di somme che possono arrivare a centinaia o migliaia di euro, oltre alla regolarizzazione di posizioni e contributi che consentono successivamente di accedere a diritti previdenziali e assistenziali.
“Chi lavora in nero, chi è assunto per quattro ore e ne lavora otto, chi non riceve straordinari, riposi o retribuzioni dovute, non deve affrontare individualmente questa condizione”, sottolineano.
La CGIL può verificare contratto e busta paga, ricostruire le ore e le prestazioni effettivamente svolte e attivare le tutele sindacali, amministrative e giudiziarie previste dalla legge.
I dati sulle retribuzioni nel turismo
A fotografare le difficoltà del settore sono anche i dati dell’Osservatorio IRES CGIL Emilia-Romagna citati dal sindacato. Nel sistema alberghiero, la retribuzione media lorda giornaliera effettiva risulta di circa 37 euro inferiore rispetto alla media del settore privato non agricolo. A livello annuo, la retribuzione media è di 10.503 euro contro 26.377 euro.
Tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni giornaliere sono aumentate del 7,7%, mentre i prezzi sono cresciuti del 17,4%, determinando una perdita di potere d’acquisto. Le giornate medie retribuite sono inoltre appena 143 all’anno.
I nuovi contratti e il problema del lavoro irregolare
I rinnovi dei CCNL Federalberghi e FIPE, sottoscritti nel 2024, prevedono aumenti a regime, al 31 dicembre 2027, di 200 euro lordi al quarto livello.
Secondo CGIL e Filcams, tuttavia, gli aumenti contrattuali da soli non sono sufficienti se le regole vengono aggirate.
“Nessun contratto può tutelare pienamente il lavoro se viene aggirato attraverso nero, grigio o false dichiarazioni delle ore effettivamente lavorate”, affermano.
Il sindacato sottolinea inoltre che, mentre per valutare l’andamento economico del turismo nel 2026 sarà necessario attendere i dati consolidati, “sul lavoro, invece, le criticità sono già evidenti”.
Il precedente dell’inchiesta Radici
Nel loro intervento CGIL e Filcams richiamano anche l’esperienza dell’inchiesta Radici, nella quale la CGIL si è costituita parte civile. “Lo sfruttamento può essere fatto emergere e contrastato. Le istituzioni possono intervenire, il sindacato può accompagnare e tutelare le persone e la giustizia può fare il proprio corso”, sottolineano.
Da qui il nuovo appello rivolto ai lavoratori della Riviera: “Se il vostro rapporto di lavoro è irregolare, se le ore dichiarate non corrispondono a quelle realmente lavorate, se vi vengono negati salario o diritti, rivolgetevi alla CGIL e alla Filcams CGIL. Denunciare è possibile e non dovete farlo da soli”.

