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Una vasta operazione della Squadra Mobile, su disposizione della Procura, ha interessato nei giorni scorsi il reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, nell’ambito di un’inchiesta penale. Al centro delle indagini almeno sei medici, sospettati di aver rilasciato certificati medici che attestavano l’inidoneità alla detenzione o al viaggio per cittadini extracomunitari irregolari destinati ai Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).

Secondo l’ipotesi investigativa, in alcuni casi tali certificazioni sarebbero state emesse senza che sussistessero le condizioni cliniche previste dalla normativa, ostacolando di fatto il rimpatrio. L’ipotesi di reato è falso ideologico continuato in concorso in atti pubblici. Gli inquirenti stanno analizzando chat, messaggi e materiali informatici per verificare eventuali irregolarità.

Le perquisizioni hanno riguardato anche abitazioni e auto dei medici coinvolti. Gli investigatori avrebbero cercato documentazione riconducibile alla Società italiana di medicina delle migrazioni, tra cui volantini e vademecum che, secondo l’accusa, potrebbero aver orientato le valutazioni cliniche sull’idoneità ai Cpr.

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Flash mob di solidarietà a Cesena

Lunedì 16 febbraio alle 13.30, davanti all’Ospedale Maurizio Bufalini, il Gruppo Operatori Sanitari Uniti – Sanitari per Gaza Cesena ha promosso un flash mob di solidarietà a sostegno del personale sanitario di Ravenna.

“L’iniziativa nasce a seguito delle notizie apparse sulla stampa riguardanti una perquisizione svolta nei giorni scorsi all’interno del reparto, nell’ambito di un’indagine giudiziaria – spiegano i promotori – Le modalità di accertamento, degne di reati violenti e contro la persona, ci sono risultate estremamente impattanti sull’unità operativa e sui sanitari coinvolti”.

Nel “pieno rispetto dell’autonomia e del lavoro della magistratura”, sanitari, studenti e cittadini intendono “esprimere vicinanza e sostegno a chi ogni giorno opera nel Servizio sanitario pubblico con competenza, responsabilità e rispetto del codice deontologico”.

Il flash mob, della durata simbolica di dieci minuti, vuole essere “un gesto collettivo di solidarietà e un richiamo al valore del lavoro di cura, alla dignità professionale degli operatori sanitari e alla tutela del sistema sanitario pubblico”.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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