Oggi la comunità piange la scomparsa di Matteo Zanetti, conosciuto da tutti come Lucio. Si è spento dopo una vita lunga e straordinaria, segnata da sfide profonde e grandi gioie, circondato dall’amore della sua famiglia.
Una storia tra esodo e resilienza
Lucio non è stato solo un uomo di mare, ma un testimone della storia del nostro Paese. Esule istriano, scelse con determinazione la via della libertà:
“Sono fuggito dall’Istria per restare italiano e non stare con la dittatura di Tito”, raccontava con orgoglio.
Giunto in Italia, ha dedicato la sua vita alla pesca a strascico a bordo del motopeschereccio Sant’Andrea, diventando una figura stimata nel mondo della marineria. La sua incredibile avventura umana e professionale è stata documentata in una fetta del documentario “A mare”, realizzato dalla Cooperativa Casa del Pescatore.
L’ingegnosa fuga dall’Istria: come Lucio beffò il regime di Tito
La storia di Matteo “Lucio” Zanetti è segnata da un atto di straordinario coraggio e intelligenza. Giovane istriano originario di Rovigno, Lucio non poteva accettare le restrizioni della dittatura di Tito e decise di rischiare tutto per la propria libertà.
Il piano: il carburante nascosto nelle boe
Le guardie del regime controllavano meticolosamente ogni goccia di benzina dei pescatori, calcolando il carburante necessario solo per andare e tornare dalle zone di pesca, proprio per impedire tentativi di fuga verso l’Italia. Ma Lucio escogitò un piano geniale.
Notte dopo notte, riuscì a sottrarre piccole quantità di carburante. Invece di taniche sospette, utilizzò le sue boe da pesca, riempiendole di benzina e lasciandole in mare come se fossero normali strumenti di lavoro.
La traversata e l’arrivo a Cesenatico
Una notte, con la scorta extra accumulata nelle boe, Lucio prese il largo. Navigò nell’Adriatico spinto dal solo desiderio di lasciarsi alle spalle la privazione della libertà, finché non incrociò la rotta di un peschereccio di Cesenatico.
I pescatori romagnoli lo raccolsero, portandolo in salvo sulla terraferma. Da quel giorno, Lucio non ha più lasciato la città del porto canale, diventando una figura storica della marineria locale e un esempio di resilienza per l’intera comunità.
L’ultimo traguardo
Solo lo scorso 20 settembre, Lucio Zanetti aveva festeggiato l’importante traguardo dei 99 anni.
Ne danno il commosso annuncio le figlie, i generi, i nipoti e i parenti tutti, che lo portano nel cuore con immutato amore. Con lui se ne va un esempio di dignità e un pezzo prezioso della nostra memoria collettiva legata all’esodo giuliano-dalmata e alla pesca.

