Concluso lo spoglio delle schede sul referendum costituzionale, l’Emilia Romagna si conferma la regione dove si è votato di più in Italia.
I dati
Alle urne sono andati il 66,67% delle cittadine e dei cittadini e in tutte le province l’affluenza ha superato il 62%, senza eccezioni. Un dato netto, uniforme, che fotografa una partecipazione alta e radicata su tutto il territorio.
Nella provincia di Bologna si registra il dato più alto del Paese, con il 70,26%. Seguono Modena (67,20%), Reggio Emilia (66,86%), Ravenna (66,57%), Forlì-Cesena (66,02%), Parma (64,77%), Rimini (64,04%), Ferrara (63,79%) e Piacenza (62,83%).
Il commento del presidente della Regione, Michele De Pascale
“L’affluenza è grande soddisfazione, l’Emilia-Romagna ha sempre fatto della partecipazione democratica una delle sue cifre e ancora una volta si conferma una comunità che non delega, ma che vuole essere protagonista – sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale – Al netto della legittima soddisfazione, che personalmente condivido, di chi si è battuto sul fronte del No, in questa Regione va riconosciuto a entrambi i fronti di aver prodotto un dibattito di merito di gran lunga migliore di quello sviluppatosi a livello nazionale”.
“Va oggettivamente riconosciuto che, per l’ennesima volta, il Popolo italiano ha respinto una riforma costituzionale promossa, sostanzialmente, da una sola parte politica – conclude il presidente – La mia speranza è che possa essere un monito definitivo e trasversale a tutte le parti politiche affinché i progetti di riforma costituzionale in futuro si possano muovere esclusivamente a larghissima maggioranza, come avvenne 80 anni fa”.
Le parole di Jacopo Morrone (Lega)
“La parte dell’Italia che è andata alle urne ha scelto in maggioranza di votare ‘no’ alla riforma della giustizia. Lo ha fatto con cognizione di causa? Crediamo di no. Questa è l’Italia che si lascia convincere da martellanti bufale ideologiche, spesso tanto inverosimili da apparire ridicole, spese in quantità da politici, giornalisti, docenti, sindacalisti, gente dello spettacolo di sinistra. Basta vedere la manifestazione indecorosa di magistrati super politicizzati di sinistra che ballano e cantano a Napoli per una vittoria che, in realtà, è una sconfitta per una giustizia giusta e trasparente. Uno stop forse irreversibile perché anche l’Italia possa contare su un sistema della giustizia simile a quello delle altre grandi democrazie europee e mondiali che prevedono tutte la separazione delle carriere. Ha vinto l’Italia del ‘no’ perchè chi sosteneva il ‘sì’ ha puntato su una campagna che andava nel merito della riforma, con argomentazioni tecniche, senza strumentalizzazioni ideologiche”.
“Nel quadro deludente – commenta – emergono tuttavia i risultati molto positivi di Veneto, Lombardia e Friuli e quello sostanzialmente in equilibrio del Trentino. Territori produttivi e strategicamente avanzati dove governa la Lega. Anche in Romagna, dove la sinistra ha la prevalenza, abbiamo alcune buone sorprese in provincia di Forlì-Cesena dove il sì vince in 12 comuni su 30, per esempio a Cesenatico, e in provincia di Rimini dove prevale in 14 comuni su 27, per esempio Riccione e Bellaria-Igea Marina. Forse – continua Morrone – l’Italia del ‘sì’ non ha creduto fino in fondo che dall’altra parte, dalla parte del ‘no’, si sarebbero usati cinicamente tutti i mezzi possibili, irrazionali, strumentali, ideologici, pregiudizievoli, falsi, con un uso calcolato e manipolatorio delle emozioni per portare alle urne di tutto, di più. È quasi penoso, infatti, vedere esponenti della sinistra che festeggiano con la Costituzione in mano per la sconfitta di una riforma che mirava a superare il modello organizzativo della magistratura in essere durante il fascismo. Ha vinto l’Italia del ‘no a prescindere’, ma in realtà hanno perso tutti gli italiani che vorrebbero un Paese più moderno, più democratico, più credibile, più consapevole, più colto e si ritrovano, al contrario, in un’Italia mediocre, divisa, bloccata dai poteri forti che ostacolano ogni cambiamento e da una sinistra del ‘campo largo’ che guarda al passato”.
Le dichiarazioni di Mauro Palazzi (Cesenatico Civica)
“Il risultato del referendum consegna alcune indicazioni rilevanti che meritano un’attenta riflessione da parte di tutte le forze politiche. In primo luogo, la forte partecipazione al voto rappresenta un segnale positivo per la democrazia del nostro Paese. I cittadini hanno dimostrato di credere ancora nello strumento referendario e nella possibilità di incidere direttamente sulle scelte che riguardano l’assetto istituzionale. Il voto espresso evidenzia inoltre una chiara richiesta: eventuali modifiche alla Carta Costituzionale non possono essere affrontate con logiche di maggioranza semplice, ma necessitano di un ampio consenso condiviso tra le diverse forze politiche. Su questo punto emerge un messaggio significativo anche nei confronti dell’attuale governo. Va sottolineato come la materia oggetto del referendum fosse tecnica e, per molti cittadini, non immediatamente comprensibile o percepita come prioritaria. In questo contesto, una campagna elettorale spesso incentrata più su polemiche e contrapposizioni che sul merito dei quesiti ha contribuito a generare dubbi e diffidenza, orientando parte dell’elettorato verso una scelta prudenziale. I risultati registrati nei territori confermano un quadro articolato e non riconducibile a una lettura politica tradizionale. In diverse realtà locali si sono evidenziati esiti trasversali, con orientamenti di voto non rigidamente allineati agli schieramenti politici. Questo dimostra come i cittadini abbiano espresso valutazioni autonome, andando oltre le appartenenze. Quella che emerge non è tanto un’Italia divisa in modo netto, quanto piuttosto un Paese attento e consapevole, che di fronte a temi complessi sceglie con cautela e senso di responsabilità. La giornata di oggi rappresenta dunque un momento positivo per la democrazia italiana. L’auspicio è che tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, sappiano cogliere questo segnale, valorizzando il dialogo e il confronto su temi fondamentali per il futuro del Paese.”
L’intervento di Greta Passanese (segretario Pd Cesenatico)

