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Il 1° aprile ricorrono i centoventi anni dalla nascita di Secondo Casadei, il più efficace narratore della Romagna novecentesca. Non si tratta soltanto di un anniversario musicale, ma di un richiamo identitario. Casadei non ha semplicemente composto valzer, polche e mazurche, ha dato voce a una terra che, fino ad allora, parlava sottovoce della propria riconoscibilità e cercava un modo per raccontarsi.

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“Romagna mia”

Romagna mia”, composta nel 1954, inno della regione e canto di un popolo, è esempio della capacità rara di trasformare la quotidianità in patrimonio collettivo. Non c’è retorica, non c’è posa, nella nostra canzone-simbolo: c’è la malinconia lieve di chi conosce fatica e gioia e le tiene insieme con il sorriso. Nato nel 1906 a Sant’Angelo di Gatteo (FC), Secondo Casadei crebbe in una Romagna contadina, dove il ritmo delle stagioni scandiva quello delle esistenze. Un mondo povero, ma non misero; duro, ma non disperato. Si viveva soprattutto in campagna. Le città, molto meno popolose delle attuali, erano urbanizzate in cerchi concentrici che identificavano i ruoli sociali: all’esterno stavano gli ortolani, poi, via via, gli artigiani, i commercianti, i professionisti, fino agli eleganti palazzi abitati dai possidenti.

Quando fonda la propria orchestra, nel 1928, non immagina di creare un fenomeno culturale destinato a durare oltre un secolo. Intende solo far ballare la gente. Le esibizioni nelle campagne sono rito collettivo: si montano le pedane, si accendono le lampadine, si beve un bicchiere, si aspetta che il violino del Maestro di Sant’Angelo dia il via. C’è vita, e Secondo la restituisce senza sentirsi diverso dal pubblico. Le sue composizioni non sono esercizi di stile, ma fotografie sonore. Questa settimana stiamo ricordando, con emozione, in Italia, le folgoranti immagini in musica proposte dal genio di Gino Paoli: per la Romagna del Novecento le canzoni di Secondo furono qualcosa di molto, molto, simile.

Casadei

Il concerto celebrativo

Mercoledì pomeriggio, con inizio alle 16, a Savignano sul Rubicone, dove il Maestro ha vissuto, il suo compleanno sarà celebrato con un piccolo concerto all’aperto cui parteciperanno artisti di diverse generazioni, a richiamare tradizione e attualità del “liscio”. Per iniziativa di Riccarda Casadei, figlia di Secondo, che, giovanissima, fu segretaria organizzativa delle celebre orchestra e che, assieme alle figlie Lisa e Letizia, custodisce l’eredità musicale e culturale del padre. La partecipazione è aperta al pubblico e gratuita.

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