I militari del Gruppo di Cesena della Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica locale, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale a seguito del fallimento di una società operante nel settore del commercio al dettaglio.
L’indagine: dal fallimento al sistema di frode
L’inchiesta ha preso il via dal crack finanziario di una società gestita da un imprenditore di nazionalità sinica. L’attività commerciale in questione consisteva in un “bazar” situato all’interno di un noto centro commerciale cesenate, specializzato nella vendita di elettronica, oggettistica e articoli per la casa.
Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle hanno permesso di identificare un amministratore “di fatto”, per il quale l’Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari. Per altri due complici è scattata invece la misura interdittiva del divieto di esercitare attività d’impresa per la durata di un anno.
Il meccanismo del “Svuota-Società”: un danno da un milione di euro
Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, i responsabili utilizzavano lo schema fraudolento del cosiddetto “apri e chiudi”. Attraverso contratti fittizi di cessione d’azienda, il patrimonio della società insolvente veniva sistematicamente svuotato e trasferito a nuove imprese create ad hoc.
Questo stratagemma permetteva di:
- garantire la prosecuzione dell’attività commerciale senza interruzioni.
- evadere il pagamento delle imposte.
- danneggiare i creditori, in particolare l’Erario.
Dagli accertamenti è emerso che il debito complessivo nei confronti dello Stato ammonta a oltre un milione di euro.
Irregolarità contabili e ostacoli alle indagini
Oltre alla distrazione dei beni, i militari hanno riscontrato gravi irregolarità nella tenuta della contabilità. Tali mancanze non sarebbero state casuali, ma frutto di una precisa scelta imprenditoriale volta a ostacolare la ricostruzione del reale patrimonio societario e a nascondere le operazioni illecite messe in atto dagli indagati.

