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Il governo ha approvato in un Consiglio dei ministri lampo il nuovo decreto carburanti 2026, che prevede la proroga del taglio delle accise su benzina e diesel fino al 1° maggio. La misura, pensata per contenere il caro energia, viene accompagnata da altri interventi a sostegno di imprese e settori produttivi.

Tra le novità principali c’è l’estensione del credito d’imposta del 20% anche alle aziende agricole, inizialmente destinato al comparto della pesca. Il decreto introduce inoltre misure a favore delle imprese esportatrici tramite Simest e recepisce l’accordo con associazioni e categorie legato al piano Transizione 5.0.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che il costo complessivo dell’intervento si aggira intorno ai 500 milioni di euro: una parte sarà coperta dall’aumento del gettito IVA, mentre altre risorse derivano dai fondi Ets legati alle emissioni di CO2.

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Si tratta, ha precisato il ministro, di una misura tampone che non risolve alla radice il problema, ma serve a contenere gli effetti di una crisi legata a fattori geopolitici. Una situazione che resta incerta e che potrebbe richiedere ulteriori interventi, soprattutto se dovessero protrarsi tensioni internazionali come quelle legate all’Iran.

Giorgetti ha inoltre sottolineato come il quadro economico globale sia in peggioramento, con possibili ripercussioni anche sui conti pubblici italiani. In caso di crisi prolungata, ha avvertito, potrebbe diventare inevitabile rivedere i vincoli europei sul deficit, fissati al 3% del Pil.

La proroga conferma lo sconto di 24,4 centesimi al litro su benzina e diesel, inizialmente previsto per circa venti giorni e ora esteso fino a inizio maggio.

Nonostante il taglio delle accise, le associazioni dei consumatori segnalano però che i prezzi restano elevati. Secondo il Codacons, il costo del gasolio ha già superato i 2,1 euro al litro in diverse regioni italiane, con picchi superiori in alcune aree e prezzi ancora più alti in autostrada. Una situazione che, secondo l’associazione, rende le misure attuali insufficienti a riportare i carburanti a livelli sostenibili.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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