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Un’alleanza strategica per il futuro del turismo romagnolo

A fronte dell’incertezza normativa legata alla direttiva Bolkestein, il comparto turistico di Cesenatico ha deciso di fare squadra. Domani, 10 aprile 2026 alle ore 15:30, presso la sede della Cooperativa Stabilimenti Balneari, si riunirà ufficialmente un nuovo network che unisce le attività ricettive impegnate direttamente nella gestione delle concessioni demaniali.

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L’iniziativa è il frutto della collaborazione tra tre realtà storiche del territorio:

  • Cooperativa stabilimenti balneari
  • ADAC/Federalberghi Cesenatico
  • FAITA Federcampeggi

L’impatto della direttiva sulle strutture ricettive

La preoccupazione principale riguarda le imminenti gare per le concessioni pubbliche. Il rischio non tocca solo i “bagnini” tradizionali, ma coinvolge una fetta importante dell’offerta alberghiera locale.

I numeri della crisi a Cesenatico

Imprese coinvolte: Oltre 120 realtà balneari.

  • Settore alberghiero: Circa 30 imprese (oltre il 10% degli hotel di Cesenatico) gestiscono uno stabilimento come pertinenza.
  • Occupazione: Il comparto garantisce il lavoro a centinaia di dipendenti.
Per un hotel o un campeggio, perdere la concessione della spiaggia significa compromettere l’intero modello gestionale, mettendo a rischio il valore dell’attività e la tenuta delle risorse umane.

Le richieste delle associazioni: “Riconoscere il valore aziendale”

I presidenti Simone Battistoni (Balneari), Alfonso Maini (ADAC) e Terzo Martinetti (FAITA) hanno espresso la necessità di una visione che non sia puramente burocratica.

“Non possiamo permettere che decenni di investimenti e tradizioni familiari vengano cancellati da un’applicazione rigida della norma”.

Il network chiede a gran voce un intervento normativo che, pur garantendo la trasparenza delle gare, riconosca il valore aziendale e gli investimenti sostenuti dagli attuali concessionari.

Obiettivi del tavolo tecnico del 10 aprile

L’incontro di domani servirà a definire una strategia comune per monitorare l’iter legislativo. L’obiettivo è fare pressione affinché la transizione verso il nuovo regime non si trasformi in un “esproprio di professionalità”, tutelando i diritti dei bagnini, degli albergatori e di tutto l’indotto occupazionale di Cesenatico.

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