L’attività economica locale, il sostegno alle imprese e il futuro del commercio sono temi centrali per lo sviluppo di una città turistica come Cesenatico. In questo contesto, il ruolo dell’amministrazione comunale diventa decisivo nel creare condizioni favorevoli per chi lavora e investe sul territorio.
Abbiamo approfondito questi aspetti con il giovane imprenditore Giacomo Frigoli, vice-presidente della Commissione attività produttive e titolare del Merendero, analizzando le iniziative messe in campo, le criticità attuali – a partire dalle chiusure lungo viale Carducci – e le prospettive future per mantenere competitive le attività locali.
Quali sono le iniziative messe in campo in questi anni dalla Commissione consiliare attività produttive?
“La Commissione attività produttive, per regolamento, affronta e approfondisce le materie che arrivano in consiglio comunale (regolamenti…). Altra cosa, invece, sono i tavoli di lavoro, che vengono istituiti in modo più o meno formale. Attraverso questi tavoli di lavoro, l’amministrazione ha messo in campo la proroga dell’utilizzo del suolo pubblico XL, mantenuta anche oltre il periodo emergenziale del Covid e resa disponibile, in alcuni casi, anche durante l’inverno. Si tratta di una scelta che va nella direzione della destagionalizzazione, tema importantissimo per la crescita di Cesenatico. Anche la promozione di bandi per le imprese, non solo commerciali, ma anche artigianali e di servizi alla persona, va nella direzione di sostenere le aziende. Inoltre il fondo per le imprese giovanili è passato da 20.000 euro a 30.000 euro; infine sono stati stanziati ulteriori 15.000 euro all’anno per le edicole, negli anni 2024 e 2025, per sostenere un comparto in forte crisi”.
Da imprenditore, quali sono gli interventi che il Comune dovrebbe mettere in campo per aiutare le attività produttive?
“Il Comune può intervenire in modo più incisivo rafforzando il dialogo con tutte le categorie economiche, non solo con quelle legate principalmente all’ambito turistico come albergatori e bagnini, ma anche con il commercio di vicinato e i pubblici esercizi. Inoltre, da commerciante, ritengo sia molto importante che il Comune non adotti un approccio eccessivamente restrittivo nei confronti delle attività, ma che punti invece su una collaborazione costante. Vigili, commercianti e amministrazione sono tutti cittadini di Cesenatico e lavorano per il bene della città. Su questo punto il sindaco Matteo Gozzoli è sempre stato molto attento e coerente. Sarebbe importante anche accompagnare le attività nei percorsi di innovazione, comunicazione e digitalizzazione, oggi indispensabili per restare competitivi”.
In questi ultimi anni abbiamo visto diverse chiusure di attività e negozi in viale Carducci. Come interpreta questo cambiamento?
“Le chiusure registrate in viale Carducci sono un dato preoccupante: ogni vetrina che si spegne è una sconfitta per la città. Purtroppo, molte di queste chiusure rientrano in un cambiamento più ampio che riguarda il commercio a livello nazionale, tra ricambio generazionale, crescita dell’e-commerce e concorrenza dei centri commerciali. A livello locale può essere utile rafforzare la presenza di iniziative ed eventi anche lungo il viale, così da aumentare i flussi e sostenere l’attrattività commerciale dell’area. Negli anni ’90 e 2000, Cesenatico era caratterizzata da una forte presenza di eventi, discoteche e feste in spiaggia, che hanno contribuito a rendere famosa la Riviera romagnola anche a livello internazionale. Oggi molte discoteche hanno chiuso, le feste in spiaggia sono fortemente limitate dalle normative sul rumore e organizzare eventi è sempre più complesso, anche dal punto di vista della sostenibilità economica. Sicuramente, in questo modo la città è più ordinata e tranquilla, ma allo stesso tempo diventa difficile pensare di mantenere l’attrattività di un tempo senza eventi dedicati anche ai giovani. La domanda che dobbiamo porci è: è possibile trovare un equilibrio tra il diritto al riposo e la necessità di mantenere viva una città turistica come Cesenatico?”.
In questo scenario come possono restare competitive le attività locali di Cesenatico?
“Oggi il mercato è molto diverso rispetto al passato: non è più sufficiente aprire un’attività e contare sul passaggio spontaneo dei clienti. Diventa fondamentale costruire un’identità riconoscibile, specializzarsi e investire nella comunicazione, anche digitale. Le attività che lavorano su qualità, esperienza e relazione con il cliente continuano ad avere margini di crescita, mentre il commercio generalista incontra maggiori difficoltà. È sempre più difficile fare impresa, ma con passione e impegno è ancora possibile ottenere risultati importanti”.
Cosa ne pensa del progetto degli Hub urbani introdotto a Cesenatico?
“Il progetto degli Hub, gestito dalla mia compagna di lista civica e vice-sindaco Lorena Fantozzi, segna un cambio di passo nell’affrontare lo sviluppo delle aree a vocazione commerciale: ci sono aree ben caratterizzate che necessitano di maggiore tutela, mentre ce ne sono altre su cui è fondamentale investire per rilanciare servizi e attività, incentivando anche nuove aperture. Tutto questo non può essere fatto solo dall’amministrazione o solo dagli imprenditori: bisogna lavorare su percorsi condivisi, sui quali la Regione metterà a disposizione fondi attraverso bandi pubblici. E li sarà importantissimo farci trovare pronti”.
