Si è stretto il cerchio dei carabinieri della Compagnia di Cesenatico, coordinati dalla Procura della Repubblica di Forlì, sui due presunti responsabili di una violenta aggressione, avvenuta lo scorso 30 marzo, a Savignano sul Rubicone, ai danni di un uomo di origine albanese.
L’aggressione si era consumata nel corso della serata, per futili motivi, davanti a un bar di Savignano sul Rubicone. I due uomini, identificati dai carabinieri grazie a una tempestiva e articolata attività investigativa, si erano accaniti sulla vittima con una mazza e un grosso coltello, colpendola al corpo e alla testa, anche mentre era già a terra.
L’aggredito aveva riportato gravi lesioni (con oltre 40 giorni di prognosi) e, come appurato dalle indagini e dagli accertamenti medico legali, solo per puro caso e per il disperato tentativo della vittima di ripararsi dai colpi con le braccia, non aveva avuto un tragico esito.
I due aggressori, entrambi marocchini, rispettivamente di 31 e 26 anni, non residenti nel territorio, subito dopo l’aggressione si erano dati alla fuga, allontanandosi dal territorio della provincia.
Le tempestive indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Savignano sul Rubicone, hanno però consentito di arrivare alla loro identificazione e raccogliere gravi indizi di reità e colpevolezza nei loro confronti, che hanno portato il Sostituto Procuratore della Repubblica di Forlì titolare delle indagini a disporre, a carico di entrambi, un fermo di indiziato di delitto per concorso in tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto di armi o strumenti atti all’offesa; alla luce della gravità delle condotte e delle condizioni di vita dei presunti autori (senza fissa dimora e irregolari sul territorio nazionale), che fanno ritenere probabile il pericolo di fuga.
Le ricerche, condotte dai carabinieri di Cesenatico, hanno consentito di rintracciare i due extracomunitari nei giorni scorsi, rispettivamente a Torino, presso un Centro di Permanenza Temporaneo, e a Cerignola (Foggia), presso un’azienda agricola, dove sono stati poi fermati, con la collaborazione dei carabinieri delle Compagnie di Torino Mirafiori e di Cerignola, immediatamente attivati; quindi condotti in carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria forlivese.

