Terzo settore: al via le nuove Linee guida per l’amministrazione condivisa in Emilia-Romagna
L’amministrazione pubblica e il Terzo settore cambiano passo. Non più un rapporto basato sulla semplice delega di servizi o sulla competenza gerarchica, ma una partnership strategica fondata sulla fiducia, l’ascolto e la visione comune.
A Bologna, la Regione Emilia-Romagna ha presentato ufficialmente le prime Linee guida regionali per l’Amministrazione condivisa, un documento programmatico di circa 30 pagine che punta a trasformare radicalmente il modo in cui istituzioni e realtà sociali collaborano per il bene comune.
Il testo, adottato dalla Giunta regionale e illustrato dall’assessora al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti, rappresenta un traguardo fondamentale per il territorio. Le linee guida nascono infatti da un percorso partecipato che ha visto il coinvolgimento diretto del Consiglio del Terzo settore, del Forum del Terzo settore, dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) e dell’Anci. L’obiettivo è chiaro: fornire strumenti operativi per attuare la co-programmazione e la co-progettazione, non solo come atti burocratici, ma come motori di innovazione sociale.
Un nuovo paradigma: dalla concorrenza alla sussidiarietà
Le Linee guida si inseriscono nel solco del Codice del Terzo settore (D.lgs 117/2017) e della legge regionale n. 3/2023, offrendo una cornice metodologica che privilegia la logica collaborativa rispetto a quella concorrenziale tipica del Codice dei contratti pubblici.
In questo contesto, la collaborazione non è una “rinuncia” alle funzioni pubbliche, bensì una loro condivisione. Il pubblico e il privato sociale si siedono allo stesso tavolo per leggere la realtà e interpretare i bisogni emergenti in ambiti cruciali: dal sociale alla sanità, dall’ambiente alla cultura, fino alle politiche abitative.
“Vogliamo collaborare in modo sempre più costruttivo e partecipato con gli enti del Terzo settore per intercettare i bisogni emergenti nelle nostre comunità e dare risposte ancor più efficaci”, ha dichiarato l’assessora Isabella Conti. “Co-amministrare significa valorizzare il rapporto con le comunità, passando da una logica di erogazione di prestazioni a una logica di prossimità, integrazione e comunanza di scopo”.
Strumenti innovativi: Camminate di quartiere, Future Lab e World Café
Ciò che rende queste Linee guida particolarmente concrete è l’attenzione alla fase propedeutica e alle metodologie di ascolto del territorio. Il documento propone strumenti innovativi per coinvolgere attivamente la cittadinanza e gli Enti del Terzo Settore (Ets) prima ancora che i progetti vengano formalizzati.
Le camminate di quartiere e la mappatura dei territori
La pianificazione parte dal basso. Le camminate di quartiere diventano uno strumento di pianificazione partecipata: amministratori e cittadini percorrono insieme le strade dei quartieri per raccogliere testimonianze, individuare criticità e far emergere proposte. Questo approccio permette di mappare il territorio non solo attraverso i dati, ma tramite l’esperienza vissuta di chi lo abita quotidianamente.
Future Lab e World Café: immaginare il cambiamento
Per guardare al futuro con creatività, le linee guida suggeriscono l’uso dei Future Lab, laboratori progettati per delineare scenari desiderabili e soluzioni di lungo periodo. Parallelamente, i World Café favoriscono conversazioni informali ma strutturate, capaci di far emergere l’intelligenza collettiva e visioni trasversali su questioni di rilevanza sociale.
Questi metodi permettono alla co-programmazione di non essere un semplice elenco di bisogni, ma un’attività che valorizza i saperi degli Ets e supporta gli Enti pubblici nel prendere decisioni consapevoli, bilanciando i diversi interessi in gioco.
Co-progettazione e formazione: investire nel capitale umano
Un altro pilastro fondamentale è la co-progettazione, che permette di superare la frammentazione degli interventi. Spesso, infatti, i bisogni dei cittadini sono complessi e richiedono risposte che coinvolgono più assessorati (sociale, casa, lavoro). La co-progettazione consente di trattare queste sfide in un unico procedimento amministrativo integrato, massimizzando l’efficacia delle risorse e degli sforzi.
Per rendere questo sistema realmente operativo, la Regione ha investito pesantemente nella formazione. Grazie al progetto “Amministrazione condivisa bene comune”, finanziato dal Fondo sociale europeo 2021-2027, è stato avviato un percorso formativo che ha già coinvolto circa 500 partecipanti tra funzionari pubblici e operatori del Terzo settore.
Attraverso webinar, laboratori e attività d’aula, il progetto mira a consolidare una cultura della collaborazione che sia “solida, radicata e praticata”. In un momento in cui le comunità affrontano sfide inedite, l’Emilia-Romagna sceglie dunque la strada della governance condivisa, dove il ruolo del pubblico e quello del sociale si fondono in un impegno comune per la costruzione del futuro territoriale.

