L’origine del mito e le curiosità di bordo
1. La vera storia della “nave più bella del mondo”
Il celebre aneddoto racconta che nel 1962, incrociando la portaerei statunitense USS Independence nel Mediterraneo, alla domanda radio sui dati di riconoscimento la risposta “Nave scuola Amerigo Vespucci – Marina Militare Italiana” suscitò l’ammirazione degli americani, che risposero: “Siete la nave più bella del mondo”.
Come rivelato dall’autore Enrico Gurioli, la formula era in realtà già comparsa nei cinegiornali italiani dell’immediato dopoguerra per riaccendere l’orgoglio marittimo nazionale, per poi intrecciarsi indissolubilmente con la leggenda dell’incontro tra i due giganti del mare.
2. L’evoluzione dei tre motti storici
In oltre novant’anni di servizio (il varo è avvenuto a Castellammare di Stabia il 22 febbraio 1931), la nave ha cambiato motto tre volte:
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1931 – 1946: Per la Patria e per il Re (motto ereditato dal precedente incrociatore Vespucci).
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1946 – 1978: Saldi nella furia dei venti e degli eventi.
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Dal 1978 ad oggi: Non chi comincia ma quel che persevera, celebre massima tratta da uno scritto di Leonardo da Vinci e proposta da un giornalista in visita negli anni ’70.
3. Il pianoforte misterioso del corridoio ufficiali
Tra gli oggetti più insoliti a bordo figura un pianoforte verticale in legno di noce, incastonato nel corridoio del cassero poppiero fin dal 1931. Non esistono spartiti ufficiali o cerimoniali dedicati: suonarlo è una concessione speciale del Comandante rivolta a chi, tra equipaggio ed allievi, possiede un talento musicale. Tra l’umidità delle cassa armonica e il rollio dell’onda, le sue note si mescolano al fruscio delle vele e al rombo continuo dei motori.
4. Il Sabir, l’esperanto dei marinai
A bordo del Vespucci non si usano i normali termini tecnici moderni. La manovra delle cime di canapa, dei passa cani, delle caviglie e dei pennoni avviene rievocando il Sabir, l’antica lingua franca dei marinai del Mediterraneo. Questa tradizione preserva un patrimonio linguistico unico che altrimenti andrebbe perduto nell’era della navigazione satellitare.
Ritualità d’Accademia e retroscena storici
Il “Conclave” della Terza Squadra
Durante la prima campagna d’istruzione estiva, dopo un anno di severi studi teorici a Livorno, gli allievi dell’Accademia Navale affrontano il battesimo del mare. È proprio a bordo del Vespucci che si compie un rito unico: i cadetti vengono chiusi in un locale di bordo chiamato Terza Squadra in una sorta di “conclave” che può durare anche diversi giorni, finché non raggiungono l’unanimità sulla scelta del nome, del motto e del simbolo del proprio corso.
La bandiera di combattimento e il prestito museale
La bandiera di combattimento consegnata nel 1931 dall’UNUCI di Genova recava al centro lo stemma sabaudo. Con il passaggio alla Repubblica, lo stendardo fu ritirato e destinato al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano a Roma. Solo alla fine degli anni ’80, su iniziativa dell’ammiraglio Assettati (allora Comandante della nave), la bandiera originale fu concessa “in prestito d’onore” al Vespucci, tornando ad essere custodita nella cabina del Comandante.
Il tragico destino della nave gemella Cristoforo Colombo
Non tutti ricordano che il Vespucci nacque insieme a una nave gemella, il Cristoforo Colombo, costruita sugli stessi scalmi a Castellammare di Stabia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in base ai trattati di pace del 1947, la Colombo fu ceduta all’Unione Sovietica come riparazione dei danni di guerra. Ribattezzata Dunaj, navigò nel Mar Nero fino a quando non fu dimessa a seguito di un devastante incendio negli anni ’60.
Il comandante Tumiati
Ultima curiosità riguarda il Capitano di Vascello Mario Tumiati, originario di Cesenatico. La sua storia professionale rappresenta l’emblema di come una vocazione nata tra le banchine e i canali della propria terra possa evolversi fino a raggiungere i massimi vertici della marineria internazionale, assumendo la guida del veliero più celebre al mondo.
Il video dell’evento
Tutte le testimonianze e gli approfondimenti storici sono stati tratti dalla conferenza organizzata dal Corpo Consolare dell’Emilia-Romagna, disponibile integralmente nel video Nave Vespucci. Il mistero del tempo.
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