Fratelli d’Italia interviene con una interrogazione, rivolta alla Regione Emilia Romagna, sulla vicenda che ha coinvolto l’azienda santarcangiolese Vongola Selvaggia.
L’interrogazione
L’interrogazione è sottoscritta da Marta Evangelisti e Fausto Gianella.
“Tra le varie aziende in questione – spiega la capogruppo di Fratelli d’Italia – ne figura una che avrebbe esposto del materiale promozionale ritenuto ‘sessista e lesivo della dignità e dell’immagine della donna’, per questo sarebbe poi stata cacciata dalla manifestazione: il ministero dell’Agricoltura, con nota indirizzata alla Regione Emilia-Romagna, ha richiamato formalmente l’accaduto, evidenziando il danno arrecato all’immagine della rappresentanza italiana nell’ambito della manifestazione internazionale: nella nota ministeriale viene evidenziata la necessità di rafforzare le verifiche preventive sui soggetti ammessi alle iniziative sostenute con fondi pubblici, con particolare riferimento al rispetto dei principi di dignità della persona e di parità tra uomo e donna”.
FdI vuole, quindi, sapere dall’esecutivo regionale “se abbia fornito riscontro alla nota trasmessa dal ministero e, in caso affermativo, con quali contenuti; quali siano stati i criteri adottati per la selezione di questa ditta ai fini della partecipazione a Conxemar 2026 e se nell’ambito dell’istruttoria regionale siano previste verifiche riguardanti le modalità di comunicazione commerciale e promozionale delle imprese candidate alle iniziative sostenute con risorse pubbliche”.
FdI chiede anche se la Regione condivida le osservazioni formulate dal ministero circa la necessità di rafforzare i controlli preventivi sulle imprese partecipanti e se intenda valutare l’introduzione, nei futuri bandi e avvisi pubblici relativi alla partecipazione a manifestazioni fieristiche nazionali e internazionali, di specifiche clausole che consentano l’esclusione o la revoca dei benefici nei confronti di imprese che pongano in essere comportamenti o campagne promozionali ritenuti lesivi della dignità della persona, discriminatori o contrari ai principi di parità di genere affermati dall’ordinamento regionale.






