Skip to main content
[nectar_slider location=”articolo – ABOVE SX” overall_style=”classic” bg_animation=”none” loop=”true” slider_transition=”fade” caption_transition=”fade_in_from_bottom” image_loading=”default” heading_tag=”default” button_sizing=”regular” slider_height=”100″ autorotate=”4000″]
[nectar_slider location=”articolo – ABOVE DX” overall_style=”classic” bg_animation=”none” slider_transition=”fade” caption_transition=”fade_in_from_bottom” image_loading=”default” heading_tag=”default” button_sizing=”regular” slider_height=”100″ autorotate=”4000″]
coronavirus marchio registrato

Marchio registrato anche per il Coronavirus. Può sembrare una presa in giro, un gif di facebook, piuttosto che il solito scherzo su whatapp, invece il Coronavirus dal 28 febbraio 2020 è diventato materialmente un marchio registrato.

L’imprenditore Christian Lin da 25 anni in Italia e cittadino italiano ma di origine cinese, che ha fatto fortuna nel nostro paese come amministratore unico della “G.L Group Italia”, azienda attiva nello sviluppo di ristoranti multietnici, ha pensato di registrare il marchio Coronavirus solo a scopo di beneficenza.

Infatti tutto il ricavato dell’utilizzo del marchio Coronavirus sarà devolut0 all’Istituto Spallanzani di Roma e al Ministero della Salute.

L’idea dell’imprenditori è stata quella di realizzare dei gadget come magliette e tazze con marchio Coronavirus da vendere in tutti i locali della sua catena di ristoranti.

Il progetto è ancora tutto da definire ma la voglia di reagire, di sconfiggere il Coronavirus e di superare questa crisi economica dà forza nuova a Christian e anche a tutti quelli che durante questa crisi hanno trovato modalità differenti per stimolare il proprio business.

[nectar_slider location=”home – ABOVE” overall_style=”classic” bg_animation=”none” slider_transition=”slide” caption_transition=”fade_in_from_bottom” image_loading=”default” heading_tag=”default” button_sizing=”regular” slider_height=”300″ autorotate=”4000″]
Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

Leave a Reply