Trentanove trattori e un’ape. Erano parcheggiati davanti al mercato ittico di Cesenatico. Sullo sfondo i pescherecci. La giornata di oggi, domenica è la metafora di una stretta di mano tra coltivatori e pescatori. Due categorie di lavoratori che sono sinonimo di fatica; due dei mestieri più antichi che condividono problematiche sociali, economiche. Con la trasferta si è conclusa la protesta dei trattori di Cesena capitanata dal movimento Coapi.
Fin dalla mattina i trattori hanno preso posto; poi è iniziata la preparazione del pranzo a base di pesce cotto sulla griglia: triglie e vongole di ottima qualità. Uno dei momenti che segna il ristoro dalle fatiche. Presente anche il sindaco Matteo Gozzoli. «Ho voluto incontrare i pescatori e gli agricoltori – ha detto il primo cittadino – che manifestavano al porto per portare la vicinanza dell’amministrazione alle loro istanze. Agricoltura e pesca apparentemente possono sembrare mondi lontani ma sono strettamente collegati e vivono problemi analoghi. Il calo della redditività delle imprese è ormai sempre più forte, a fronte però della crescita esponenziale del costo del cibo che va sulle tavole delle famiglie».
«C’è qualcosa che non funziona nella filiera – ha sottolineato -, come amministratori locali non possiamo fare finta di nulla pur avendo poca voce in capitolo. La pesca e l’agricoltura sono attività che hanno caratterizzato i nostri territori e rappresentano ancora oggi elementi che danno valore alle nostre specificità territoriali».
Presente anche la sindaca di Mercato Saraceno Monica Rossi.
Se la manifestazione era molto conviviale, il motto “Uniti si vince” stampato sulle giacche ha fatto pensare. Infatti la presenza degli agricoltori non è mancata, come quella dei pescatori di Cesenatico. Forse sarebbe stato gradito un segno di partecipazione delle marinerie vicine, come quella di Rimini visto che le motivazioni del movimento non sono certo contrarie alla categoria.

