Ruota, Saffo e Pablito

di Mario Pugliese

L’estate sboccia con un terno secco di notizie rincuoranti.

1) Dopo i turbamenti della vigilia, come sempre alimentati dal braciere del pregiudizio, mezza Cesenatico si è messa in fila per un selfie sulla ruota panoramica di piazza Andrea Costa.

«Tante teste, tante opinioni» (diceva il saggio) e dunque chi ieri osteggiava, difficilmente oggi si ricrederà. Ma ora che l’opera si è finalmente palesata – anche se il concetto di bello resta altamente soggettivo – si può dire che la fronda dei contestatori si sia assottigliata parecchio perché l’impatto, soprattutto di sera, non mi pare affatto quell’obbrobrio coreografico che qualcuno ipotizzava. Per carità, il rilancio del centro storico non passa certo da una ruota panoramica ma, dopo il vuoto pneumatico delle scorse estati, mi pare finalmente una scelta politica di personalità.

2) Intanto Cesenatico ha celebrato, sulla spiaggia del bagno Vally, le sue prime nozze lesbo. In questi giorni ho scandagliato i social palmo a palmo alla ricerca di un giudizio discordante, di un dubbio accennato, di un rivolo sottile di coraggiosa inquisizione. Niente di niente. Solo congratulazioni e complimenti alle due novelle spose. Neppure don Mirco da Villamarina, che una settimana fa aveva postato su facebook la lectio magistralis del Cardinal Cafarra su Satana e omosessualità, ha proferito parola.

La reazione della città, rispettosa e composta, mi rincuora ma, nello stesso tempo, mi lascia perplesso. Possibile – mi chiedo – che questa comunità, fino a ieri governata da un sindaco ciellino, sia diventata così tollerante e liberista?

Ho il sospetto che – con Buda in Municipio – qualche anatema sarebbe piovuto. Perché i sostenitori irriducibili della «famiglia naturale» non possono essersi estinti in pochi mesi. Sia chiaro, Matteo Gozzoli, malgrado la vaga somiglianza, non è Harvey Milk e Cesenatico non è diventata Castro ma, dopo la ridda di «like» che hanno travolto le due «lei», ho la sensazione che, sui temi etici, l’opinione pubblica di questa città stia gradualmente avviandosi verso l’emancipazione collettiva.

3) Molto suggestiva – e concludo – la mostra di Paolo Rossi al Palazzo del Turismo, un evento di qualità dedicato ad un personaggio che, calcisticamente parlando, ha segnato un’epoca. La rassegna è interessante soprattutto perché inaugura, per Cesenatico, un filone inedito (tanto in voga invece nella vicina Milano Marittima), un format dal respiro più mediatico e dal profilo meno provinciale. Il tempo ci dirà se è stata solo un’eccezione.

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