La Romagna in fiore si risveglia roccaforte del dissenso

di Mario Pugliese

Anche se tra Amministrative e Politiche ci sono ben poche analogìe (in assoluto la frase più gettonata in città nel day after), fa un certo effetto pensare che – nella terra che, negli ultimi 40 anni, ha espresso nove sindaci di sinistra (su undici) – ancora una volta quasi un elettore su tre abbia votato Cinque Stelle.

Dopo l’exploit del 29,6% alle Politiche del 2013, i grillini, con il 29,21% (dati della Camera), si confermano in assoluto il primo partito di Cesenatico ma, questa volta, con oltre un migliaio di voti di vantaggio sul Partito Democratico che, rispetto alle Politiche di cinque anni fa, cede di schianto 1.184 elettori (22,16% contro il 28,55%).

Uno spostamento sismico di preferenze di cui non avevamo avuto alcuna avvisaglia nel giugno di due anni fa, quando alle Comunali 2016 Matteo Gozzoli portò il Pd al 36,75%, mentre Alberto Papperini – con il 21,67% – incassò circa 1700 voti in meno rispetto al dato grillino di domenica, restando persino estromesso dal ballottaggio. Dunque, la prima valutazione postuma: se nell’arco di un quinquennio gli elettori del M5S restano stabili al 30% ma alle amministrative arrivano terzi, significa che il candidato sindaco non era quello giusto.

In ogni caso, se l’exploit dei pentastellati non è una novità sullo scacchiere politico locale, nessuno poteva immaginare che, nell’arco di un biennio, la Lega Nord avrebbe quadruplicato i suoi consensi, passando dagli 881 voti di Antonio Tavani ai 3066 di Simona Vietina (con duecento voti in più avrebbe scavalcato persino il Pd!).

Ma il dato che sorprende maggiormente è quello del raffronto con le Politiche del 2013, quando il Carroccio a Cesenatico aveva contabilizzato la miseria di 373 voti. Che cosa è accaduto, allora, nell’arco di un lustro, per passare dal 2 al 20%? Da dove sono spuntati questi 2693 leghisti in più?

Ora, anche se il progetto politico di Salvini sembra più «di governo» che antisistemico, è evidente che la Lega, ancora oggi, attecchisca soprattutto in quelle aree del paese dove la mancanza di sicurezza alimenta il braciere della rabbia e l’onda tossica della paura. E allora, anche se l’affresco sembra un po’ distante dall’immaginario collettivo, sarà meglio prendere atto che anche Cesenatico è ormai diventata una piccola roccaforte del dissenso, dove le forze moderate hanno lasciato il passo ai partiti più estremisti, quelli che, spigolando tra «vaffa» e «forconi», cavalcano il malessere, sempre più esteso, della gente.

Del resto se, su sedicimila elettori, quasi la metà ha premiato i partiti storicamente all’opposizione significa che, in questo paese, le aree del benessere si stanno progressivamente corrodendo e il quadretto di Cesenatico «isola felice» è ormai una fake-news.

Detto del Pri, quasi del tutto sparito dall’urna (162 voti) ma che – c’è da scommetterci – rispunterà puntuale, come un’araba fenice, alle prossime amministrative, detto di Forza Italia retrocessa in cinque anni di quasi dieci punti percentuali (in una legislatura coriandolizzati 1500 voti!), detto dei 185 elettori di Casa Pound, che dimostrano come la gazzarra dei social sia ancora distante dalla real politik, e detto dei 202 voti ottenuti dal Popolo della Famiglia (segno che l’appello anti-gender di Don Mirko non ha fatto proseliti), chiudo con una riflessione: se qualche anno fa, ad un sindaco di sinistra bastava sovrapporre il proprio nome al Pc, Ds o Pd per essere scarrozzato – quasi per editto divino – verso il trionfo elettorale, ho idea che, alle prossime amministrative, Matteo Gozzoli dovrà sudarsi il mandato-bis solo con le sue forze. Anche a Cesenatico, infatti, lo zoccolo duro della sinistra è ormai diventato un tacco a spillo e il Pd, numeri alla mano, oggi sembra più una zavorra che una carrozza per il Municipio.

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3 thoughts on “La Romagna in fiore si risveglia roccaforte del dissenso

  1. D’accordo con lei, la decina di attivisti M5S di Cesenatico alle ultime amministrative arrivarono terzi, proprio perché il candidato sindaco NON era quello giusto. Il Sig. “sotuttoio” supportato da un borioso gruppetto di veri incompetenti della comunicazione, non hanno perso la vittoria, ma bensì, hanno strameritato la sconfitta… Alle prossime amministrative gli attuali 6/7 attivisti (che aumenteranno di numero in vista delle elezioni, “metti che ci sia una padella da leccare”) presenteranno candidato l’attuale 1° consigliere (delfino designato dal precedente candidato), che verrà regolarmente “asfaltato” da altri gruppi locali che sapranno giocare meglio le loro carte in campagna elettorale. #il_nazionale_non_è_il_locale #a_e_ziznatic_it_cnos_tot_e_i_nè_sciocc

  2. Il problema è che le cose accadono e nessuno ( leggasi politici) si fa delle domande e si dà delle risposte ; il problema è che l’emorragia di voti del PD, a CEsenatico come in tutto il cesenate, è iniziata da molti anni e per le stesse ragioni: un partito ormai assente più interessato a mantenere i rapporti clientelari che a venire incontro alla povera gente. Questi sono i risultati. E per quanto riguarda Lega e M5s incarnano solo il dissenso ma non hanno un progetto politico credibile.

  3. Verissimoooo!!!! Papperini scelta sbagliata….con queste percentuali almeno al ballottaggio si doveva andare. Ecco il problema fra tre anni sarà proprio questo, cioè individuare un personaggio all’ altezza che non disperda questa preziosa dote di voti. E per quanto riguarda il malessere a Cesenatico è un discorso reale anche se in questa città si fa tutti finta di nulla

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