immaginettaVolevano cacciare i profughi dalla città, ma a dover lasciare la camicia verde (sbiadita in questo caso) è stato il vicesindaco del Carroccio Vittorio Savini. Una poltrona per due visto che la dirigenza della lega Nord ha suggerito il nome del sostituto al sindaco Roberto Buda che però ha fatto orecchie da mercante al diktat.

Il sindaco sembra confermare, per il momento, quell’asse con Salvini che non sembra aver mai vacillato negli ultimi anni. Un tandem che, secondo alcuni, percorrerà il sentiero della lista civica slegandosi così dalle beghe dei partiti tradizionali per le prossime elezioni.

Ma la domanda che sorge è: la giunta Buda mangerà il panettone? Se sì sarà un po’ risicato come la maggioranza in consiglio comunale che in tempi non sospetti, ha già rischiato l’impasse complice il battitore libero Ivan Cangini. Un voto, quello della “tigre”, che assume più importanza vista l’esigenza di ricompattare la maggioranza dopo la defenestrazione di Bruna Righi che ha portato il Pri negli scranni dell’opposizione.

Banchi che potrebbero essere ancora più affollati. Secondo le male lingue Pierluigi Donini avrebbe già confidato di dimettersi della Lega nel caso in cui il Carroccio esca dalla maggioranza. Farà spazio a Enrico dall’Olio (già consigliere in Cesenatico Servizi) primo dei non eletti in lista Lega?

Chissà se i democratici si aspettavano questo bulirone quando hanno chiesto a Savini di schierarsi contro il sit in della Lega allo Splendid o dimettersi. Forse ora temporeggiano per capire chi vincerà il braccio di ferro tra Buda e Lega Nord, ma il prossimo candidato sindaco del Pd vede in pole Matteo Gozzoli che però potrebbe dover scaldare i muscoli prima della fine del mandato del centrodestra per correre a elezioni anticipate.

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