DSCF7802Una trama degna di pulp fiction o di un film con la colonna sonora dei calibro 35. Ma quella che è andata in scena non è un film né una finzione; tutto vero come lo scattare delle manette per un cesenate di 20 anni Elia Rossi che abita a Cesenatico. I carabinieri di Cesenatico lo hanno arrestato e ora deve difendersi dalle accuse di tentata estorsione e per detenzione di armi e munizioni.

Tutto ha inizio intorno al 18 settembre dopo che una vetrina di un’impresa di pompe funebri è stata bersaglio di un colpo di arma da fuoco. Sono seguite telefonate minatorie e la richiesta di denaro. Ma non essendoci stato un seguito da parte della vittima, il malvivente, che nelle telefonate avrebbe usato accento siciliano e campano, ha cambiato obiettivo.

Il 3 ottobre un altro imprenditore di Cesenatico denuncia di aver rinvenuto sul parabrezza dell’auto un foglio con la richiesta di consegnare entro 4 giorni 40mila euro. Il tutto condito da minacce di morte nei confronti della vittima e dei familiari. A giorni dal primo messaggio, la vittima denuncia di aver rinvenuto un nuovo scritto sulla maniglia dell’autovettura. Era dentro un bossolo da caccia esploso, elemento utile a rafforzare la richiesta: depositare nel pomeriggio, in un casolare disabitato nella periferia, i 40mila. Ma anche qui tutto tace. Ovviamente i Carabinieri oltre alle indagini hanno attivato un servizio di sorveglianza a tutela delle vittime.

DSCF7803Il 2 novembre spunta la terza vittima: un imprenditore in pensione di Cesenatico, ha sporto denuncia per aver rinvenuto in busta chiusa una richiesta di denaro. Trentamila euro da consegnare in un capannone della periferia. Qui l’indagine è affidata al pm Antonio Vincenzo Bartolozzi.
I Carabinieri preparano l’appostamento per la data dell’appuntamento: il 5 novembre. Una decina di militari sono pronti all’azione e nel tardo pomeriggio nonostante la pioggia e la scarsa visibilità avvistano un’auto guidata da Elia Lucchi che si ferma nella zona “pattuita”. Senza uscire dall’auto aiutato da una torcia cerca lo zaino che era in bella vista, ma che il ragazzo non ha visto.

Il ragazzo è stato intercettato dai militari e dalla perquisizione personale e domiciliare sono stati sequestrati un computer e una stampante, quelli che lo stesso ha segnalato come gli strumenti per scrivere le intimidazioni. Si aggiungono proiettili da caccia e il fucile artigianale che però non è lo stesso usato per la vetrina delle pompe funebri.

Il ragazzo risulta già noto alle forze dell’ordine per truffa e detenzione ai fini di spaccio tanto da finire nelle mani della giustizia già nel 2011, quando era minorenne. Dopo la convalida dell’arresto, il gip ha disposto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Forlì in attesa del processo.

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Alessandro Mazza

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