Quella del 2015 sarà l’edizione del decennale della Notte Rosa. Per il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, il Capodanno dell’estate della Romagna è pronto “per un nuovo salto di dimensione, per trasformarsi nel vero progetto di rilancio della fascia costiera adriatica, abbattendo confini amministrativi che, troppo spesso, sono barriere di carta, superate dalla realtà (e dal realismo) dei fatti”. Il primo cittadino ne ha parlato con il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, con l’assessore al turismo della Regione Emilia Romagna, Andrea Corsini e con l’Unione di Costa, per abbracciare anche Gradara, Gabicce e Pesaro. Ci sono le condizioni per partire quest’anno in via sperimentale e poi consolidarlo l’anno prossimo.

632690-Notte_Rosa_2012_Cesenatico“Nel 2006 – ricorda il sindaco – condividevamo la necessità di ridare impulso alla capacità di fare tendenza della Riviera romagnola attraverso un progetto che andasse oltre il classico evento. La Notte Rosa rappresentò proprio questo: la piattaforma entro cui protagonismo diffuso, grande musica e grande spettacolo, offerta turistica condividevano la medesima traiettoria. Il turismo è l’unica industria che non esporta prodotti ma importa consumatori. Per farlo migliora l’hardware delle città e, allo stesso tempo con uguale determinazione, investe sul software, vale a dire sulla produzione di beni immateriali capaci di offrire emozioni”.

“La Notte Rosa è stato ed è tutto questo, macinando milioni di presenze, migliaia di posti di lavoro e, in 10 anni, un ritorno economico diretto e indotto che c’è chi ha quantificato in un miliardo di euro. Pleonastico ribadire come, a distanza di anni che sembrano quasi ere geologiche, un appuntamento di tali dimensioni e ambizioni sia ormai rimasto il solo in piedi nel Paese squassato dalla crisi. Una piattaforma di emozioni, una vittoria di tutta la comunità riminese e romagnola, che racconta all’Europa la migliore immagine del Paese. Ma che non può stare ferma e ha sempre l’esigenza di innovare, rilanciare”.

Il progetto di estendere la Notte Rosa a Gradara, Gabicce e Pesaro è fattibile e percorribile, magari sperimentalmente nel 2015 per poi consolidarsi l’anno prossimo – continua Gnassi – Abbiamo davanti questa possibilità: rimarcare la centralità di territori omogenei, dalla fortissima vocazione all’accoglienza, che già collaborano su programmi turistici e culturali di eccellenza (penso alle Terre di Piero della Francesca), attraverso la condivisione degli obiettivi di quello che, senza dubbio, è il punto più alto e spettacolare dell’estate italiana. Qui non si tratta più di curare il proprio orticello, ma semmai di allargarlo fino a farlo crescere e diventare foresta”.

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