«I soldi che spendiamo serviranno per la sicurezza sismica delle nostre scuole?». La domanda è stata stampata su manifesti e affissi regolarmente nelle bacheche della città. A sostenere l’interrogativo è un gruppo di «una decina di cittadini, una minoranza dei quali del M5S». E pari che trai sostenitori del gesto ci sia anche qualcuno tra le fila del Pd. Alcuni dei promotori sono stati contattati da livingcesenatico e hanno approfondito il proprio dubbio. Tra loro Sauro Pagan e Matteo Zani che hanno messo in chiaro di parlare come cittadini interessati dell’argomento.

Hanno sottolineato che si è trattato di un gesto per «rinfocolare il dibattito su un argomento su cui sembra calato il sipario». Hanno detto più volte di aver visto nella scelta di Buda di spostare i bambini all’Erminia un «gesto azzardato». Sono d’accordo nel non tenerli più in quella struttura, ma la questione principale, quella della sicurezza sismica delle scuole, a detta dei presenti, «è solo rimandata».

Sul versante Saffi chiedono di conoscere se c’è la volontà di raggiungere il livello massimo di “tenuta” in caso di terremoto (la Saffi è a 0,7; il traguardo è 1 nell’indice della salvaguardia della vita – slv) e se sì in quanto tempo, con quanti investimenti. «Vogliamo una scuola sicura al 100% e il nostro dubbio – dicono – è che questa operazione possa costare di più che realizzare una scuola nuova. Vorremmo evitare quindi spese folli in edifici irrecuperabili».

Seguendo il loro ragionamento, se altre scuole risulteranno non completamente sicure sul versante sismico l’amministrazione potrebbe spostare temporaneamente quelle classi. E dove andranno? La proposta avanzata è quella di individuare una zona con casette in legno al fine di ospitare gli alunni per la durata dei lavori. Oppure di spostarli a Villamarina dove ora ci sono le classi delle scuole di Gatteo.

Il gruppetto di cittadini ha fatto un piccolo mea culpa riconoscendo di essere intervenuto su una tematica in corso d’opera su cui però forse vale la pena non abbassare l’attenzione viste anche le poche presenze nell’incontro pubblico al Palazzo del Turismo del mese scorso (5 aprile) LEGGI QUI.

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Alessandro Mazza

Alessandro Mazza

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