Se non fosse che è tutto illegale, i due coniugi Manolesta sarebbero lavoratori instancabili. Sveglia alle 9, perlustrazione delle città della riviera a caccia di qualche anziana con collana e monili in mostra. Poi, come se fosse un lavoro da impiegata, lei, 61 anni di Rimini, agganciava le signore sulla pubblica via. E con la scusa del “signora le spalmo una crema miracolosa” in una frazione di secondo faceva sparire l’oro. Un Ronaldo del monile rubato.

I due hanno colpito almeno 12 volte tra aprile e luglio e in un altro caso hanno tentato il colpo a Sogliano ad aprile. E proprio da quell’episodio è partita l’indagine dei carabinieri di Cesenatico che si è conclusa con la custodia in carcere per i due coniugi già noti alle forze dell’ordine per truffa e furto.

L’identikit delle vittime è facile da ipotizzare: donne, anziane ultra settantenni, da sole; nel mirino sono finite molte comitive del veneto giunte in città in vacanza. La coppia aveva ruoli ben definiti. Se era lei a entrare in azione in prima linea, a volte spacciandosi anche per infermiera, lui, 65 anni, aveva il compito di autista e stratega. Colpivano con la tecnica dell’abbraccio soprattutto in estate e nei comuni rivieraschi del riminese e di Forlì Cesena lasciando traccia di razzia anche a Gambettola e Sogliano.

Quando i carabinieri li hanno raggiunti nella propria abitazione di Rimini non avevano refurtiva. Segno che l’avevano già venduta ad un acquirente diretto o a compro oro. Non avevano remore a impossessarsi, sempre con la tecnica dell’abbraccio o della crema, anche di catenine di inestimabile valore affettivo come è successo a un’anziana che celava in essa la foto del marito defunto.

Potrebbero aver racimolato intorno ai 5000 euro ma non si sa quanti altri colpi abbiano messo a segno quindi la cifra potrebbe lievitare. I carabinieri si sono raccomandati di far circolare le informazioni allo scopo di identificare altri casi sospetti. Tutte le tredici vittime identificate al momento hanno riconosciuto la coppia da fotografie; prova non secondaria che ha spinto il pm Federica Messina a portare i due al carcere di Forlì. L’accusa principale è quella di furto pluriaggravato in concorso.

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Alessandro Mazza

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