L'operazione

Narcos in salsa romagnola. Così si potrebbe riassumere la lunga operazione messa in campo dal Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Cesenatico che ha portato in carcere – in attesa del processo – un 54enne cervese e un 55enne di Longiano. Inoltre una custodia cautelare agli arresti domiciliari per un 57enne originario di Ravenna, ma residente a Ferrara, e una custodia cautelare con obbligo di firma per una 51enne ferrarese.

Detenzione ai fini di spaccio di cocaina: questo il reato contestato che ha portato anche alla denuncia in stato di libertà di un 46enne di Cesena e di una 37enne moldava, fiancheggiatori degli spacciatori.

Un modus operandi studiato minuziosamente a tavolino dal 54enne cervese, fornitore principale del traffico di droga.

Le indagini. Le custodie cautelari sono state emesse dal Gip del tribunale di Forlì, Giorgio Di Giorgio, su richiesta del Pm Francesca Rago, venerdì 10 gennaio. L’operazione, che ha portato al sequestro di 500 grammi di cocaina pura per un introito che avrebbe fruttato circa 200mila euro, ha avuto inizio il 20 ottobre 2018 a Castiglione di Roncofreddo.

Nella piccola frazione tra Roncofreddo e Longiano, in un piccolo boschetto, è stato rinvenuto da due appassionati di metal detector, un barattolo in vetro con all’interno 396 grammi di cocaina pura. L’intervento sul posto dei carabinieri di Longiano ha avviato le indagini e, in accordo con la Procura, i militari hanno sequestrato la coca e inserito all’interno del barattolo in vetro un biglietto esca con un numero di telefono.

Il messaggio esca dei carabinieri – che gli spacciatori hanno contattato dopo circa 20 giorni – ha permesso di scoprire il modus operandi della banda: i fornitori accompagnavano in posti isolati gli spacciatori o semplici clienti, quindi in un secondo momento gli acquirenti si recavano a prelevare la droga – accuratamente occultata – in solitaria. In questo modo non c’era una cessione diretta della sostanza stupefacente tra i protagonisti dello scambio.

E spesso agli spacciatori veniva chiesto di “recitare” la parte. “Vestiti con una tuta sporca di pesce”, quando ad esempio la droga doveva essere prelevata nei pressi di un laghetto nel cervese. Premure per distogliere la vera natura degli incontri.

L’operazione ha stanato la studiata rete di comunicazioni che esisteva tra fornitori e spacciatori. Numerose schede telefoniche intestate a prestanomi extracomunitari e utilizzate dagli indagati. La cocaina era il caffè e spesso per lo spaccio al dettaglio si chiedeva: “Ciao zio, mi porti un caffè?”.

Ciao zio, io mi porti un caffè?

L’operazione, iniziata a ottobre 2018 e terminata a giugno 2019, è stata condotta dal Tenente del Norm, Matteo Alessandrelli, sotto il comando del Capitano della Compagnia Flavio Anunziata.

I posti isolati scelti dalla banda si trovavano nella provincia di Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara. Uno scambio in particolare è avvenuto a Villa Inferno, dove in un incrocio, sotto un palo della luce, sono stati sequestrati 104 grammi di cocaina.

A seguito delle analisi della sostanza stupefacente è emerso che all’interno erano presenti tracce di levamisole, sostanza veterinaria vermicida.

Gli arrestati. Si tratta di un 54enne cervese che al momento dell’ordinanza di custodia già si trovava in carcere a Ravenna, mentre il 55enne di Longiano era a piede libero. Il 57enne ravennate invece si trovava agli arresti domiciliari e la 51enne ferrarese era a piede libero. Tutti ufficialmente disoccupati o lavoratori stagionali.

 
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Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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