Sabato 1° febbraio a Cesenatico, al Museo della Marineria (via Armellini), alle 10.30, sarà inaugurata la mostra “Colonie per l’infanzia sulla riviera romagnola. Pedagogia e architetture di regime”, realizzata dall’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna in collaborazione con l’Istituto storico di Forlì-Cesena e di Rimini.

Si tratta del momento conclusivo di un progetto di ricerca triennale inserito nell’ambito della “Legge della Memoria” della Regione Emilia Romagna” che ha visto prima la realizzazione di un Convegno di studi, svoltosi a Forlì il 25 e 26 maggio 2018, poi la pubblicazione del volume “Colonie per l’infanzia nel ventennio fascista. Un progetto di pedagogia del regime”, a cura di Roberta Mira e Simona Salustri, edito a Ravenna da Longo a dicembre 2018.

Al di là di numerosi studi già noti di architetti e paesaggisti sul gran numero di colonie presenti in riviera romagnola questa ricerca si concentra in particolare sugli anni Trenta e sulle macro realizzazioni che videro il regime fascista investire molte risorse sull’educazione dei giovani, non solo alla ricerca di consenso sociale, ma soprattutto per temprare le nuove generazioni al carattere militare che il duce voleva infondere ai nuovi italiani. E’ perciò risultato interessante ed originale, all’interno dei vari saggi che costituiscono il volume, il lavoro interdisciplinare di storici del fascismo, di architetti, medici e pedagogisti che hanno affiancato la ricerca.

Sabato 1° febbraio oltre all’inaugurazione della mostra con filmati LUCE dell’epoca, sarà presentato il volume in presenza degli autori.

La mostra sarà in esposizione fino al 16 febbraio nei giorni di sabato e domenica (ore 10-12; 15-19).

 
 
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Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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