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di Anna Maria Durante

Non sappiamo ancora come e quando ma, presto o tardi, in qualche modo, la spiaggia riaprirà. Lo sanno bene gli operatori balneari di Ponente che, pur tra mille dubbi ed incognite, hanno già iniziato le tradizionali operazioni di pulizia e manutenzione.

A giudicare dall’entusiasmo dei bagnini, in questo spicchio di arenile, basterebbero pochi giorni per arredare la spiaggia e ripartire. Ma sullo sfondo ci sono i decreti, le norme igenico-sanitarie, le “distanze sociali” da preservare, insomma un nuovo scenario complicato da immaginare.

Ma come stanno vivendo gli operatori balneari di Ponente queste settimane? Quali sono le loro paure, i loro dubbi e le loro speranze?

Giorgia Boschetti, proprietaria del Bagno Pasquina 77, uno stabilimento a conduzione familiare dal 1999, spera fiduciosa in una ripartenza il 18 maggio: “Tuttavia sarà un’estate molto scarna e sicuramente le spese da sostenere saranno quelle di sempre, se non addirittura superiori, perché con la road-map delineata, il turismo di incoming, quello che proviene dall’estero, probabilmente non potrà raggiungerci”. Per quanto riguarda le proposte anticipate dall’Assessore al turismo qualche giorno fa (steward da spiaggia e ristorazione sotto l’ombrellone), Giorgia ha le idee chiare: “Se non posso più fare un servizio ‘a corto raggio’, somministrando un caffè al banco del bar, vuol dire che tra l’ordinazione, la preparazione e la consegna effettiva del caffè sotto l’ombrellone occorrerà molto più tempo. Quindi, per non congestionare la struttura, servirebbe più personale rispetto a quello dello scorso anno. Insomma, una situazione insostenibile vista l’incertezza che si prospetta”.

Ma da queste parti l’ottimismo non manca e, in omaggio all’aforisma secondo cui “il romagnolo ‘Doc’ non si ferma mai”, Giorgia – laureata in lettere moderne – pensa già al dopo-Covid: “Se le scuole riapriranno a settembre e la gente avrà bisogno di lavorare, finché saremo aperti come stabilimento, nei mesi di settembre e ottobre, potremmo provare ad allestire una sorta di dopo-scuola, all’aperto, tra amici, ovviamente rispettando i distanziamenti, per condividere compiti, giochi e tempo libero”.

Andrea Stignani, con Maurizio Fantini e la moglie dell’Hotel Gioiello, sono i gestori del Bagno Al Mare 82. Non sono operatori turistici “di lungo corso” perché solo lo scorso anno hanno rilevato il vecchio bagno Ulisse, trasformandolo nel Bagno al Mare: “Siamo moderatamente fiduciosi per la stagione – dice Andrea – perché a nostro avviso, dato che ci sarà un’estate anche quest’anno, stiamo già ultimando i vari allestimenti proprio per essere pronti non appena ci daranno il via. Realisticamente saremo pronti per il weekend del 2 giugno, Festa della Repubblica, ed è chiaro che sarà una ripartenza fra mille cautele, visto che certe disposizioni saranno obbligatorie. Ci sarà un occhio di riguardo per una maggiore sanificazione degli ambienti condivisi ma, sul fronte del cosiddetto ‘distanziamento sociale’, noi siamo comunque avvantaggiati visto che, già la scorsa stagione, avevamo deciso di piantare gli ombrelloni molto più larghi rispetto agli altri stabilimenti. Ed è stato apprezzato molto dalla nostra clientela tant’è che ad oggi non abbiamo alcuna disdetta dei nostri stagionali. La gente sta solo aspettando di sapere quando poter venire al mare. Nel nostro caso non dovrebbe cambiare molto, speriamo solo in regole non troppo stringenti. Siamo pronti, abbastanza sereni e, soprattutto, ottimisti – conclude – secondo me, alla fine, sarà quasi come lo scorso anno”.

Francesca Corradini, Stefano Forcellini e Andrea Bravaccini del Bagno Tosca 84 hanno acquistato lo stabilimento proprio poco prima dell’arrivo del Coronavirus. Giovanissimi e determinati, si sono conosciuti durante le stagioni nei bagni qui a Cesenatico e hanno realizzato il loro sogno: gestire assieme uno stabilimento sviluppando le loro idee e utilizzando anche materiali di riciclo. “Eravamo già partiti con i primi lavori – racconta Francesca – poi, con il lockdown, tutto si è fermato. Ora siamo ripartiti a pieno ritmo e abbiamo più tempo per finire i lavori visto che la stagione, a quanto sembra, partirà un po’ in ritardo”.

Oltre a svecchiare il locale, Francesca orgogliosa sottolinea l’anima ecologica del progetto: “Abbiamo deciso di rendere lo stabilimento plastic-free eliminando tutto il monouso e sostituendolo con soluzioni biodegradabili. Ad esempio utilizzeremo borracce, quindi niente bottigliette. Noi ci proviamo, poi vediamo cosa riusciremo a fare”.

Per quanto riguarda l’apertura dello stabilimento “attendiamo le disposizioni definitive – spiega Francesca – ma, non avendo probabilmente la possibilità di fare giochi e sport, amplieremo gli spazi, piantando qualche ombrellone in meno ed utilizzando anche la battigia solitamente occupata dai campi di beach volley. Pensando positivo, noi non abbiamo termini di paragone, quindi alla fine speriamo in una patta. Poi l’anno prossimo diremo ‘Wow, quest’anno è andata benissimo’. Comunque l’auspicio è quello di aprire il prima possibile, almeno il bar prima del 2 giugno, facendo solo servizio al tavolo naturalmente”.

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