Tutti sappiamo come funziona la disoccupazione per gli stagionali stranieri. Servono tre cose: tredici settimane di lavoro regolarmente retribuite nel nostro paese, lo status di disoccupati ed una residenza italiana.

Il più delle volte, anche se nessuno lo dice, si tratta di una residenza fittizia (spesso l’albergo nel quale lavorano) perché, in realtà, a fine stagione la maggior parte di questi lavoratori torna nei loro paesi d’origine (Romania, Albania, Bulgaria, ecc).

Nonostante questo, ogni anno, con una semplice comunicazione al proprio centro per l’impiego, ricevono dall’Inps una NASpI di circa 1.300,00 euro che viene direttamente accreditata nelle loro banche di Cluj, Bucarest, Sofia e Tirana.

Malgrado il ricorso alla residenza fittizia, la disoccupazione in quel caso ha senza dubbio una logica giuridica visto che quegli stagionali sono regolarmente iscritti all’Inps, registrati all’Agenzia delle Entrate e, per quei 4 mesi di lavoro, versano i loro contributi allo Stato Italiano.

Ora, forse non tutti sanno che quegli stessi lavoratori stranieri (anche quelli che da settembre si trovano in Romania, Bulgaria, Albania, ecc…), in questi giorni, si sono visti elargire anche il bonus-Covid da 600 euro. Con l’appoggio, infatti, dei patronati hanno regolarmente inoltrato la loro domanda all’Inps e, al pari degli stagionali italiani attualmente disoccupati – come prescritto dal decreto “Cura Italia” – hanno tutti ricevuto la loro indennità.

Qui il fondamento giuridico, per quanto tecnicamente ineccepibile, un po’ vacilla. Perché il sussidio è stato stanziato per affrontare l’emergenza coronavirus ed è piuttosto bizzarro che tocchi al Governo italiano – notoriamente traboccante di risorse – dover pensare al sostentamento anche dei cittadini rumeni, bulgari ed albanesi che vivono nei loro Stati.

Ora, non sono certo questi i paesi europei che, in queste settimane – tra Mes ed Eurobond – ci hanno allegramente “sfanculato”, così come nessuno vuole dimenticare la “lezione di vita” del premier albanese Edi Rama che, prestandoci generosamente i suoi medici, ci ha regalato una delle comete più belle di questa pandemia, ma questa Italia che da “ruota di scorta” dell’Europa si trasforma nella Bengodi dell’Est dimostra, per l’ennesima volta, che qualcosa in questo paese non torna.

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