La notizia è una flebo di ottimismo, ma sicuramente è destinata a mettere in difficoltà molti dei 328 sindaci dell’Emilia Romagna. Soprattutto quelli di area Pd che, in queste settimane, si sono sempre allineati diligentemente alle indicazioni della Regione.

Ebbene, al grido di “si può fare”, da lunedì prossimo (11 maggio), a Ferrara riapriranno tutti i negozi. Lo ha deciso, in anticipo di una settimana rispetto al resto d’Italia, un’ordinanza del sindaco leghista Alan Fabbri: “Vogliamo dare fiducia ai ferraresi – ha detto – e respiro alle tante realtà commerciali che rischiano di uscire in ginocchio da questo lockdown. Siamo certi che i ferraresi sapranno gestire nel migliore dei modi questa opportunità”.

L’ordinanza permetterà a tutti i negozi di riprendere la vendita, rispettando le norme di sicurezza sanitaria previste per gli esercizi commerciali già aperti. Potrà entrare solo un componente del nucleo familiare, si potrà restare nel negozio per il tempo strettamente necessario all’acquisto e dovranno essere adottate misure che garantiscano il contingentamento degli ingressi, con il rigoroso rispetto del distanziamento di un metro e del divieto di ogni assembramento all’interno e all’esterno. Già da oggi, i negozianti potranno accedere ai locali per pulizia e sanificazione.

La decisione, come detto, rischia di intensificare nella nostra regione il pressing di commercianti ed esercenti che, sulla scorta di dati in rincuorante regressione, hanno più volte chiesto agli enti locali di anticipare la riapertura di molte attività.

E il discorso vale anche ovviamente per Cesenatico che ieri ha nuovamente registrato zero contagi. Sui 60 casi totali, infatti, considerando i 33 guariti ed i sette pazienti ricoverati al Bufalini, restano ormai solo 20 le persone positive al Covid-19 in isolamento domiciliare.

A Ferrara – che lo ricordiamo è una cittadina di 132.000 abitanti – la pandemia ha colpito con questi numeri: i morti sono stati infatti 135, anche se in gran parte circoscritti alle residenze per anziani. Nelle ultime 24 ore, però, i risultati dei tamponi sono stati particolarmente rincuoranti: su 169 esami soltanto 4 sono risultati positivi a Covid-19. Ad oggi complessivamente i casi in provincia di Ferrara risultati positivi a Covid-19 sono stati 937, mentre sono 488 le persone positive che si trovano sia in ospedale che in isolamento domiciliare.

Ora, il fatto che ad assumere questa decisione sia stato proprio un sindaco leghista esclude quasi a priori la possibilità in regione di un’emulazione di massa. Ma dopo la “ribellione” (poi rientrata) del sindaco di Riccione Renata Tosi, anche questi refoli ferraresi promettono di soffiare sul braciere del malcontento e di accentuare il pressing su molti sindaci emiliano-romagnoli.

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