Il prossimo 3 giugno, con l’annunciata riapertura delle “frontiere” regionali, inizierà ufficialmente il turismo. Da quella data, infatti, saranno autorizzati gli spostamenti in tutta Italia, condizione sine qua non per cominciare a programmare le vacanze.

Nelle ultime ore, tuttavia, c’è una notizia che tiene in apprensione l’industria del turismo romagnolo: la possibilità, ancora non scongiurata, che a qualche regione possa essere chiesto di aspettare ancora: una o due settimane al massimo. Lombardia e Piemonte probabilmente, forse anche l’Emilia-Romagna. Considerando che da Milano e Torino arrivano tanti turisti, già questo potrebbe essere un danno. Ma se, addirittura, toccasse all’Emilia Romagna sarebbe l’ennesima catastrofe.

E, infatti, nella giornata di ieri, l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini ha messo le mani avanti, ricordando che “per il nostro turismo sarebbe un problema non da poco”, mentre il Governatore Bonaccini ha subito iniziato il pressing verso il Governo per scongiurare questa possibilità.

Per la verità, dal Ministero arrivano notizie rincuoranti: “Se ci saranno date diverse, non mi aspetto che l’Emilia-Romagna sia tra le regioni che non potranno riaprire subito”, ha detto ieri il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa. Del resto, soprattutto nella nostra provincia, la curva pandemica sembra essersi ormai arrestata e dunque non sarebbe facile spiegare ai romagnoli le ragioni di questo nuovo rinvio. Ieri l’Emilia-Romagna ha registrato soltanto 24 nuovi casi, numeri che certificano un trend in chiara discesa.

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