“Cesenatico XL” è un’iniziativa, sulla carta, ragionevole per cercare di arginare il nuovo problema della ridotta ricettività di bar, pub e ristoranti generata dal distanziamento sociale.

Tanti locali della città, del resto, hanno visto drasticamente assottigliarsi la loro capienza ordinaria a tal punto da veder compromessa la loro sostenibilità economica. Giusto e sacrosanto, dunque, da parte del Comune provare a venire incontro a questi esercenti dando loro l’opportunità di usufruire gratuitamente anche di nuovi spazi all’aperto.

Ma la rete commerciale di Cesenatico non è Beverly Hills e, spesso, se un’attività si allarga finisce inevitabilmente per invaderne un’altra. A Rimini, la scorsa settimana, il titolare di un locale ha travolto con l’auto i tavolini del ristorante vicino perché – a suo dire – si era allargato un po’ troppo. Qui non siamo ancora a questi livelli (e l’auspicio è che non ci si arrivi mai) ma, intanto, i malumori crescono e – ancor prima che i nuovi dehors vengano installati – le tensioni fra attività confinanti, anche a Cesenatico, rischiano pericolosamente di degenerare.

E’ vero che, mai come quest’estate, la parola d’ordine dovrà essere “pazienza”, ma l’assegnazione indiscriminata di alcuni spazi pubblici, senza cioè minimamente tener conto della “compatibilità fra attività diverse”, potrebbe risolvere i problemi di qualcuno ma, nel contempo, penalizzare altri.

Legittimo, in questa situazione, da parte di un ristoratore cercare di recuperare ricettività estendendo i suoi spazi anche al di fuori dei suoi naturali confini, ma come dovrebbe reagire un negoziante se, all’improvviso, si ritrovasse circondato da sedie e tavolini? Nelle norme che governano il progetto “Cesenatico XL” si è pensato, prima di rilasciare le autorizzazioni, di valutare la compatibilità tra un’attività e l’altra? Oppure ci si è preoccupati solo di assegnare spazi ai locali senza minimamente tener conto delle esigenze ambientali della rete commerciale circostante?

Ora, è vero che i locali potranno allargarsi solo sulla carreggiata stradale occupando gli stalli dei parcheggi a pagamento, ma questo determinerà comunque un frenetico “via vai” di camerieri e clienti che, se non adeguatamente controllato, potrebbe generare fastidiosi congestionamenti e una sostanziale alterazione della passeggiata.

Sabato sera, in molte zone della città, si sono registrate situazioni critiche. Alcuni, seppur a malincuore, hanno mandato via i clienti, altri – per non perdere preziosi coperti – hanno spostato i tavolini sui marciapiedi invadendo ampiamente gli spazi dei negozi attigui. Ci sono state liti, proteste e tensioni. Esattamente quello di cui non abbiamo bisogno. Esattamente quello che il Comune, con un’attenta gestione dell’iniziativa, deve provare a scongiurare.

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Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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