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Fase 3. A 90 giorni dall’inizio dell’emergenza epidemiologica e 33.530 morti cade un altro dei divieti ancora in vigore: da oggi, infatti, si torna a circolare liberamente in tutta Italia “senza condizioni”, con i cittadini dell’area Schengen e della Gran Bretagna che potranno venire nel nostro paese senza obbligo di quarantena.

In realtà, c’è chi – non resistendo al sole del fine settimana – ha anticipato la scadenza del 3 giugno e già sabato scorso, violando la chiusura dei confini regionali, si è spostato nelle località turistiche romagnole. Già ieri, infatti, si sono visti circolare turisti marchigiani, lombardi e veneti.

La riapertura dei confini regionali non significa però che il virus sia stato debellato, come confermano ancora una volta i numeri: a fronte di un incremento giornaliero di ‘sole’ 55 vittime (il dato più basso dal 2 marzo), sei regioni più la provincia di Bolzano senza morti, meno di 40mila attualmente positivi e 160mila guariti, i contagi tornano a salire. E’ vero che il bollettino di ieri scontava i pochi tamponi eseguiti di domenica, ma è altrettanto evidente che l’incremento c’è stato visto che da 178 casi sì è arrivati a 318. Con il nord ovest e la Lombardia che fanno una corsa diversa rispetto al resto d’Italia: 8 regioni (Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata) non hanno nuovi contagiati, altre sette ne hanno meno di dieci mentre Lombardia, Piemonte e Liguria insieme ne hanno 259 su 318, l’81,4% del totale. La Lombardia, da sola, ne ha il 58,8%.

In Romagna, come detto più volte, la curva pandemica si sta velocemente approssimando verso le zero e, anche ieri, in tutta la provincia di Forlì-Cesena si è registrato un unico caso.

Il nostro territorio, numeri alla mano, può essere ormai considerato Covid-free, pertanto da oggi c’è un po’ di apprensione per l’arrivo di vacanzieri da altre regioni dove, al contrario, l’impatto del Covid – seppur con dati meno allarmanti – continua ad essere significativo.

Oggi dunque inizia la Fase 3, che tuttavia non ci riporterà alla vita che tutti conoscevamo prima del 20 febbraio. Una fase più complessa in cui saranno fondamentali i comportamenti e il senso di responsabilità degli italiani. Ci saranno poi una serie di novità che riguardano le stazioni ferroviarie. Con un decreto firmato dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli, da oggi diventa obbligatoria la misurazione della febbre per chi viaggia con l’Alta Velocità o con gli intercity: ci saranno degli ingressi dedicati nelle stazioni e, in caso si abbia più di 37,5°C, non sarà consentito l’accesso sul treno.

Fondamentale in questa nuova fase sarà anche la capacità dei sistemi sanitari regionali di individuare nel più breve tempo possibile nuovi casi e isolare eventuali nuovi focolai. Ogni Regione potrà agire autonomamente e decidere attraverso quale strumento aumentare o migliorare i controlli.

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