a cura di Sofia Casadei

La pesca, si sa, insieme al turismo è una delle attività portanti della nostra Cesenatico. E se i ristoranti si stanno pian piano ripopolando di turisti che ordinano piatti di mare, l’emergenza continua per quelle barche che si dedicano alla pesca delle tanto amate vongole. Manuel Guidotti, pescatore classe 1995, ci racconta cosa sta succedendo: “Da più di tre anni stiamo assistendo ad una moria delle vongole. Quelle che sopravvivono sono spesso piccole, al limite del commerciabile, se non addirittura sotto misura. Come flotta ci atteniamo alle regole che prevedono dei fermi di due mesi l’anno per permettere ai molluschi di crescere, ma nonostante tutto questi non crescono”.

Le 18 barche che fanno parte del compartimento di Ravenna, che si estende da Goro fino a Tagliata di Cervia, si trovano quindi ad affrontare un problema di produttività del suolo che ha causato non pochi problemi: “Queste 18 aziende danno da mangiare ad una cinquantina di famiglie, e sono sull’orlo del fallimento” spiega Manuel. Tutto il contrario per il compartimento di Rimini, che spazia da Tagliata a Cattolica: “A Rimini questo problema non esiste, non sappiamo ancora bene perché, ma lì le vongole crescono in abbondanza e senza problemi, riuscendo a far lavorare una flotta ben più grande, composta da 36 imbarcazioni” continua il pescatore.

Questo confine immaginario, che divide in due la costa emiliano romagnola, è stato fatto negli anni ‘80 e tutt’oggi delimita le zone di pesca delle vongolare: “C’è solo un modo per risolvere il problema e non far fallire 18 aziende, ed è quello di eliminare questo confine e permettere alle barche di pescare lungo tutta la costa senza limitazioni, come avviene nel Veneto” afferma  Manuel.

Nonostante le numerose segnalazioni fatte, il compartimento di Rimini non sembra propenso ad eliminare questo confine e a condividere con i vicini di pesca quel tratto di mare tanto fertile: “A Rimini non vogliono unire i due territori ma ci stiamo muovendo a livello regionale per risolvere questa situazione – continua Manuel – e anche il Comune di Cesenatico si è adoperato per chiedere un incontro con l’assessorato della pesca.”

Nel pomeriggio di oggi (7 luglio), infatti, si terrà una videoconferenza per sottoporre il problema alla regione e chiedere l’abolizione totale di questo confine, che spacca in due un territorio e mette in ginocchio decine di aziende che chiedono solo di poter lavorare: “vogliamo pescare lungo la nostra costa, nel nostro mare, senza compartimenti, alla fine facciamo parte tutti della stessa regione, l’Emilia Romagna!” conclude Manuel.

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