Come uno dei grandi misteri della nostra Repubblica – al pari del “caso Moro”, di “Ustica” o della “Strage di Bologna” – anche il “Caso Pantani”, con le sue zone d’ombra e le sue contraddizioni, è ormai diventa una pagina “cult” della storia italiana.

E così, spigolando tra cronaca e noir, arriva al cinema “Il caso Pantani – L’omicidio di un campione” in programma nelle sale italiane il 12, 13 e 14 ottobre.

Diretto da Domenico Ciolfi il film, oltre a sostenere la tesi dell’omicidio con la promessa “di particolari inediti”, disegna anche un ritratto fedele della complessa personalità del Pirata.

Non a caso la figura del campione sullo schermo è interpretato da tre attori diversi: Marco Palvetti per la sua storia a Cesenatico, Brenno Placido per quando il campione si trova a Madonna di Campiglio e Fabrizio Rongione per la parte di Rimini.

“È il racconto di Marco e delle sue tre vite: tre anime, tre interpreti, un solo uomo. Una vittima che non ha ancora avuto giustizia”, spiega il regista al Corriere della Sera. Secondo il racconto di Ciofi, Pantani sarebbe stato ucciso due volte: la prima volta a Madonna di Campiglio con la squalifica per doping, la seconda nel giorno di San Valentino 2004 nella stanza del residence “Le Rose” di Rimini dove sarebbe stato costretto a ingerire una overdose di cocaina e psicofarmaci. Il movente sarebbe una conseguenza dei fatti di Campiglio: Pantani, infatti, era convinto che “lo avessero fregato” con una squalifica ingiusta a cui voleva reagire a distanza di tempo con clamorose rivelazioni.

Il film oltre ad essere un grande omaggio alla Romagna, ha il sostegno dell’Emilia-Romagna Film Commission.

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