Gli scavi archeologici a Gatteo, in prossimità del casello autostradale A14 “Valle del Rubicone” tra via Campagnola e via Mistadella hanno permesso di documentare un sito articolato tra pre-protostoria ed età romana, caratterizzato da un importante patrimonio archeologico. Gli scavi, iniziati ad ottobre 2018, si sono conclusi appena una settimana fa con l’esecuzione delle ultime indagini, per una durata complessiva di due anni.

Una durata importante per uno scavo archeologico, determinata dall’importanza di quanto rinvenuto e dalla vastità dell’area indagata, con una superficie di 40mila mq e di 10mila mq per le verifiche fatte in corrispondenza del tratto di strada che collegherà al casello (superficie complessiva di 5ettari).

Lo scavo archeologico ha portato alla luce importanti attestazioni, che documentano lo sfruttamento di un’area segnata dal percorso del Rubicone: un gruppo di ricche sepolture di età orientalizzante, un villaggio protostorico con tracce di attività legate alla vita quotidiana e alle produzioni artigianali, nonché attestazioni di un sistema difensivo particolarmente articolato che porta a collocare in questo punto l’organizzazione di un accampamento romano, frequentato dall’epoca repubblicana fino al periodo tardoantico.

Il sito di Gatteo appare porsi in relazione con la rete itineraria, in cui costituiva un punto di riferimento il passaggio del fiume Rubicone e in relazione al quale lo scavo ha documentato un asse viario, segnalato dai fossi di guardia laterali, che collegava la costa verso l’interno, procedendo in direzione del Compito e quindi della via Emilia. Tali percorsi, che costituivano elementi di attrazione e poli aggreganti in funzione della circolazione di beni e persone, dovevano essere attivi fin dall’epoca pre-protostorica per essere poi ripresi nella rete viaria di età romana.

Durante le operazioni condotte in cantiere è emerso un piccolo nucleo di 6 tombe a cremazione, databili tra la fine dell’VIII e la prima metà del VII secolo a.C., caratterizzate da corredi con materiali in ambra, in bronzo e in ceramica, nonché materiale organico come legno. Tra gli oggetti documentati, si annoverano elementi di ornamento per le sepolture femminili (fibule, orecchini e cinturoni) e armi per le sepolture maschili (punte di lancia in ferro e in bronzo). Di eccezionale rilievo è il recupero di un arredo ligneo, probabilmente un piccolo trono, utilizzato come supporto per l’urna cineraria della Tomba n. 3.

Particolarmente interessante il collegamento con la documentazione archeologica di Verucchio e con le sue necropoli, considerato che i siti in questa fase appaiono collocarsi per lo più su luoghi di altura, mentre qui ci troviamo in un settore di pianura distante oltre 20 Km da quello che in questa fase è il centro egemonico del territorio.

la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, in collaborazione con il Comune di Gatteo e con la ditta Tecne S.r.l., ha organizzato per domenica 27 settembre, nell’ambito delle Giornate Europee per il Patrimonio, un pomeriggio dedicato alle nuove scoperte con una conferenza di divulgazione dei dati e con uno spazio dedicato alle ricostruzioni e alle rievocazioni della quotidianità nel villaggio protostorico e nell’accampamento romano, curate dall’Associazione Culturale Legio VI Ferrata

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Alessandro Mazza

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