Sequestro preventivo Papeete. Guai in vista per il Papeete, uno dei brand iconici del divertimento romagnolo. Il gip di Ravenna, su richiesta dei pm della Procura Alessandro Mancini e Monica Gargiulo, ha portato a termine un sequestro preventivo di circa mezzo milione di euro.

L’inchiesta, che investe sia il bagno Papeete che la discoteca Villa Papeete, riguarda una società, la Mib Service. La società è specializzata in consulenze nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento. I legali rappresentanti sono indagati con l’accusa di emissione di fatture relative a operazioni ritenute inesistenti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, da queste fatture avrebbero tratto vantaggio alcune imprese tra cui appunto quella del Papeete. Quindi le fatture finite sotto la lente degli inquirenti e considerate mendaci ammontano a un valore complessivo stimato in 5,6 milioni di euro su 122 contratti stipulati tra il 2013 e il 2017.

L’inchiesta, come da cronache locali, era partita da una verifica fiscale della guardia di Finanza sulla srl che avrebbe organizzato un collaudato sistema per frodare il fisco. Secondo quanto sintetizzato dal gip nel decreto di sequestro per 5,8 milioni di euro del 15 giugno, Mib sarebbe una “società di comodo, strutturalmente inesistente”.

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