Abiti in un condominio e non sai quando è il momento migliore per fare la lavatrice? Ecco ciò che dice la legge, così potrai regolarti sugli orari migliori per fare il bucato.

Senza dubbio è vero che ognuno in casa propria è libero di fare ciò che vuole, come vuole e quando vuole, ma è pur vero che per quanto riguarda le attività rumorose, è bene non disturbare i nostri vicini, in particolare quando viviamo in condominio e abbiamo quindi delle pareti confinanti con altre persone.

Se ci troviamo ad essere parte lesa, ovvero abbiamo un vicino rumoroso che non ci lascia dormire perché decide di fare la lavatrice di notte, abbiamo la legge dalla nostra: stabilisce che i rumori superiori alla “normale tollerabilità” sono da ritenersi illegali. Se il concetto è piuttosto vago, è bene sapere che in genere – in aula di tribunale – si ritiene intollerabile ogni rumore che supera di 3 decibel il rumore di fondo, quello ciò che proviene dall’esterno dell’appartamento.

Veniamo ora alla risposta al quesito. A meno che non sia indicata in qualche regolamento condominiale, non esistono fasce orarie in cui non è possibile far partire la lavatrice. Anche perchè, c’è da considerare che le tariffe orarie, previste dal contratto di fornitura della luce, prevedono spesso una convenienza economica durante la sera o la mattina presto. Ovviamente, però, bisogna sempre utilizzare i propri elettrodomestici con buon senso e rifarsi alle abitudini sociali: sarebbe buona norma non utilizzare lavatrice o aspirapolvere la notte, dalle 22 alle 6 circa.

Inoltre, c’è un’altra questione da considerare: l’obsolescenza della tua lavatrice. Prima era così silenziosa, tanto che potevi farla partire anche alle 3 di notte senza lamentele, ma ora fa un caos primordiale? Qualcosa di strano deve essere successo. È importante, infatti, sapere che gli elettrodomestici con il passare degli anni si logorano e si deteriorano, fino a diventare obsoleti. Prima di pensare alla scelta di un nuovo elettrodomestico, con conseguente acquisto, possiamo decidere di riparare. Come scegliere se è meglio un nuovo acquisto o una riparazione? Ecco alcune cose da valutare!

 
 

●      Valuta l’elettrodomestico nell’insieme

Controlliamo lo stato generale dell’elettrodomestico che necessita assistenza: il problema che lo ha fatto smettere di funzionare potrebbe essere solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Se notiamo che ci sono tanti altri difetti e piccoli malfunzionamenti, forse è il caso di sostituire il dispositivo, mentre se la lavatrice sarebbe perfetta senza quel guasto è il caso di aggiustarla.

●       Valuta il costo della riparazione

Quando si parla di elettrodomestici il fai da te è una minaccia che fa rischiare l’estinzione alla categoria, è quindi necessario contattare professionisti del mestiere, per stare tranquillo puoi scegliere il servizio di riparazione di SulSicuro e aspettare l’intervento di un tecnico certificato, tutto dal divano di casa tua.. A questo punto è opportuno farsi fare un preventivo e considerare il costo di un acquisto di un elettrodomestico di pari livello. Cosa conviene?

●       Attenzione all’obsolescenza programmata

Qualcuno ne ha sentito parlare, altri no: l’obsolescenza programmata è una sorta di strategia messa in atto dalle case produttrici per non far durare troppo a lungo gli elettrodomestici, in modo che diventi necessario comprarne uno nuovo. In poche parole, il dispositivo funzionerà benissimo durante la garanzia, terminata la quale si deteriorerà rapidamente. Il “ciclo di vita del prodotto” sarà così stabilito dal produttore e non dalla volontà di cambiare del consumatore. Questo risulta molto evidente per prodotti ad alto livello tecnologico come smartphone e tablet, molto meno per grandi elettrodomestici come forni o lavatrici.

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Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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