L’Emilia Romagna è una delle regioni più belle d’Italia dal punto di vista architettonico e culturale. Pensiamo ad esempio alle bellezze di Bologna, una città situata in una posizione geografica centrale e da sempre ambita per la sua facilità nel favorire il commercio e gli scambi con gli altri territori. Chiamata Felsina dagli Etruschi e Bononia dai Galli Boi, è in epoca romana che fiorisce e si sviluppa. In epoca medievale, dà vita alla celebre università, la più antica del mondo, e acquisisce l’appellativo di “Dotta”. Da allora è abitata da migliaia di studenti che ne rallegrano il centro storico. Bologna vanta alcuni musei che, negli anni, sono diventati un riferimento per gli appassionati d’arte: la Pinacoteca Nazionale e il Mambo (il Museo d’Arte Moderna di Bologna), dedicato alle nuove tendenze dell’arte contemporanea, per citarne un paio.

Dello stesso tenore è la città di Ferrara. Qui, l’ultima domenica di maggio, si tiene il palio più antico d’Italia, quello di San Giorgio, istituzionalizzato dal Comune nel 1279. Nel 1471, il palio venne modificato per salutare l’ingresso a Ferrara del duca Borso d’Este, di ritorno da Roma dove era stato insignito del titolo ducale. Ancora oggi viene riprodotto il corteo quattrocentesco che accolse il duca, con ben ottocento personaggi in costume d’epoca. Rimini invece vanta una grande tradizione turistica: è qui che nel 1843 è stato inaugurato il primo stabilimento balneare in Italia. Una cultura dell’ospitalità che si è diffusa da Rimini lungo tutta la costa, da Riccione a Misano.

 
 
 

Ma Rimini, città natale di Federico Fellini, è anche e soprattutto una città d’arte con oltre 22 secoli di storia di cui restano tracce importanti come l’Anfiteatro e la Domus del Chirurgo, il più importante ritrovamento archeologico degli ultimi anni con la più completa collezione di strumenti chirurgici dell’antichità, o l’Arco d’Augusto, punto di arrivo della Via Flaminia.

 

Ma l’Emilia Romagna è molto amata anche e soprattutto per la sua vasta cultura culinaria. Fiore all’occhiello della regione, ovviamente, è il  Parmigiano Reggiano, formaggio a pasta dura prodotto e stagionato da 1 a 3 anni tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

Ma dire Emilia-Romagna, in cucina, è anche dire maiale. Da questo animale si producono meraviglie culinarie come la mortadella di Bologna, il prosciutto di Parma, il salame di Felino, il Culatello di Zibello, la salama da sugo ferrarese (fortemente speziata e stagionata da 12 a 24 mesi), il cotechino e lo zampone di Modena. Nella Val di Taro, invece, si raccoglie il celebre fungo di Borgotaro, mentre tra Reggio e Modena si produce l’aceto balsamico.

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L’importanza di investire sul web

Oggi il turismo è cambiato radicalmente e per gli operatori del settore è diventato fondamentale investire su internet. Gran parte dei turisti, infatti, prenotano i propri viaggi direttamente online tra una pausa lavorativa ed un partita al proprio gioco preferito, che siano le slot o uno dei tanti presenti sul proprio cellulare. Per questo motivo è fondamentale farsi trovare pronti e sposare il cambiamento in atto.

Tante le iniziative poste in essere dagli enti politici. L’Unione di prodotto regionale “Città d’Arte Cultura e Affari”, presieduta dall’Assessore provinciale al Turismo Graziano Prantoni, ha promosso una nuova pubblicazione dedicata alle 10 città d’arte dell’Emilia Romagna, per meglio valorizzare il segmento culturale nell’ambito della promozione turistica regionale.

 

Si tratta di una guida, disponibile online ed in formato cartaceo, in cui si punta sull’aspetto emozionale più che su quello didascalico: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Faenza, Forlì e Rimini sono raccontate con testi mai banali e immagini d’impatto, pensati gli uni e le altre per coinvolgere il lettore. Nella versione web e web mobile, link mirati rimandano direttamente alle offerte commerciali del momento.

 

Oggi, comunque, grande attenzione va prestata all’aspetto dei social. Secondo recenti statistiche per quanto riguarda il mobile, lo smartphone viene utilizzato dal 90% dei turisti nelle varie fasi del tourist journey, in particolare per la ricerca di informazioni (71%), l’acquisto di servizi prima del viaggio (33%) e la condivisione sui social e tramite recensioni (33%). Le App più utilizzate sono quelle per la ricerca e prenotazione di ristoranti (41%) e guida della località e del territorio (35%).

Dunque, e-mail, ottimizzate per il mobile, per invitare a scaricare l’App, fare il fast check-in, segnalare servizi personalizzati. E poi sms, WhatsApp, Facebook Messenger e notifiche push via app: l’87% dei viaggiatori considera utili le notifiche mobile relative ai viaggi in programma. Ma si afferma anche la ricerca vocale: già nel 2018 il 23% dei viaggiatori la utilizzava per cercare o prenotare un viaggio.

 
Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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