Dopo alcune ore dall’arrivo del pontone da Cattolica i sub sono riusciti a imbragare il peschereccio Emilia. A quel punto lo scafo è stato sollevato molto lentamente per evitare che si spezzasse sotto il peso dell’acqua che lo colmava. Quando la gru è riuscita a trovare il giusto equilibrio è stato possibile procedere indietro tutta per poi imboccare il porto. Il pontone ha trainato il peschereccio fino alla banchina in corrispondenza con il ristorante la Baia.

 
 
 

Sarà necessario, secondo quanto riferito sul posto, ricorrere a una seconda gru. È attesa per le 2 del mattino per issare ulteriormente lo scafo, cercare di rattopparlo e trainarlo fino ai cantieri Marconi. Lì lo aspettano i maestri d’ascia del cantiere navale.

Imponente la colonna di mezzi e di volontari che hanno partecipato al recupero. Da segnalare i grandi segnali di umanità in questa fredda sera. Dalla Lina che ha portato il thè caldo ai volontari a Claudio che è arrivato con decine di pizze per tutti, nessuno escluso. Neanche il sottoscritto.

+++AGGIORNAMENTO+++

La gru si è presentata in banchina con un’ora di anticipo: all’1 di notte. Si è posizionata nel vialetto tra il Marè e il ristorante la Baia. Un viale che sembrava costruito proprio per ospitare il mezzo con il pesante contrappeso caricato su 3 bilici al seguito della gru. Una questione fisica per poter bilanciare le circa 30 tonnellate dell’Emilia. Anche il fattore tempo è stato fondamentale e richiamato come un mantra durante il pomeriggio dalla Guardia Costiera. Era attesa infatti onda da 70 cm che avrebbe se non impedito, di certo reso difficile il recupero.

Ognuno ha fatto la sua parte permettendo di imbragare lo scafo dell’Emilia e issarla per rattopparla. Un compito difficile visto che era notte fonda e l’acqua non è certo cristallina. Un lavoro che ha unito la fisica all’artigianato. Per concludere con le manovre di nautica. Infatti una volta portata in galleggiamento, intorno alle 3.30, l’Emilia è stata assicurata alla fiancata del Gibuti per essere condotta ai cantieri Marconi. Al timone delle due imbarcazioni era Andrea Bellemmi che è riuscito a muoversi con il suo pesante carico nelle insenature del porto fino allo squero del cantiere navale.

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Alessandro Mazza

Alessandro Mazza

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